A Sassari un progetto per le scuole contro il papilloma virus.
Spiegare il papilloma virus alle giovani generazioni delle scuole di Sassari, per incentivare alla prevenzione. Uno studio medico, due infermiere ciniche, che giudicano i pazienti regalando scenari tremendi di fine vita e inenarrabili sofferenze di quattro poveri pazienti. Sono questi gli elementi del corto teatrale “In ultima analisi” che la compagnia BobòScianèl ha portato in scena oggi all’Auditorium provinciale di Sassari.
LEGGI ANCHE: Alghero, Ozieri e Sassari: open day diffuso contro il Papilloma virus
Il progetto.
“La Asl di Sassari, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale, sta portando avanti un importante progetto di sensibilizzazione tra i giovanissimi. Perché la prevenzione sia fatta di momenti e strumenti diversi. Il linguaggio scelto oggi, uno spettacolo teatrale, è utile ed estremamente efficace, diretto, potente. Vicino ai ragazzi e ci permette di coniugare una comunicazione scientificamente corretta con la possibilità di sviluppare un senso critico e di responsabilità verso la propria salute e quella degli altri. Vogliamo con la scuola creare un raccordo tra una informazione corretta e la possibilità di agire sulla base di scelte consapevoli per aumentare la qualità della propria vita”, spiega Patrizia Carboni, direttrice della Sc Prevenzione e Promozione della Salute.
Attraverso il progetto sperimentale “Hpv..e Tu?”, giunto alla sua II edizione, la Asl di Sassari ha spiegato oggi il papilloma virus ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado della Provincia di Sassari. Circa 350 gli studenti di 11-12 anni provenienti da Sassari, Alghero, Perfugas, Porto Torres, Ozieri, Osilo.
Una giornata di informazione sulle tematiche legate ai rischi di diffusione del Papilloma virus, sulle possibilità offerte dalla vaccinazione e dagli screening e dalla possibilità di contare sui professionisti della Asl di Sassari per ricevere informazioni dettagliate e consulenze specialistiche di salute pubblica.
“Dobbiamo limitare la circolazione del virus e le occasioni di contagio: per questo, vaccino e screening diventano le due armi a nostra disposizione per sconfiggerlo”, spiega la direttrice del Servizio di Igiene e sanità pubblica della Asl n.1 di Sassari, Anna Burruni.
Il progetto sperimentale è stato realizzato dalla Asl di Sassari, attraverso le strutture di Prevenzione e Promozione della Salute, di Igiene e Sanità Pubblica, del Consultorio per la Salute delle Famiglie e del Servizio Riabilitazione Residenziale e Semiresidenziale Psichiatrica, e ha potuto contare sulla fattiva collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale
Il progetto ha previsto anche la partecipazione attiva del Dipartimento di salute mentale e dipendenze della Asl di Sassari, i cui utenti sono stati coinvolti nella realizzazione di materiale didattico utilizzato dagli studenti al termine dello spettacolo teatrale.
La prevenzione.
Durante la giornata è stato distribuito materiale informativo ai ragazzi per consentirgli di approfondire l’argomento e di condividerlo a casa con i propri familiari, acquisendo maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione. Quest’anno la Asl di Sassari ha attivato una modalità di chiamata attiva di adesione al vaccino. Le famiglie degli undicenni del Nord ovest Sardegna verranno contattati dal personale del Servizio di Igiene e sanità pubblica per prenotare il vaccino. Allo stesso tempo tutti gli ambulatori vaccinali della Asl sono a disposizione della popolazione per fornire informazioni, prenotare e somministrare il vaccino.
Cosa è il papilloma virus.
L’infezione da Papillomavirus Umano (HPV) è l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa in entrambi i sessi. “L’infezione si trasmette essenzialmente (in oltre il 95% dei casi) attraverso i rapporti sessuali non protetti da profilattico. Altri fattori di rischio sono rappresentati dal numero dei partner sessuali, dalla giovane età al momento del primo rapporto sessuale. Anche fumo di sigaretta e alcol (fattori cancerogeni soprattutto per i tumori del distretto testa-collo), obesità, diabete, una dieta povera di frutta e verdura, infezioni da clamidia, una scarsa igiene orale”, spiega la dottoressa Burruni.
Si stima, infatti, che l’HPV sia responsabile di quasi il 100% dei tumori della cervice uterina, dell’88% dei tumori anali, del 70% dei tumori vaginali, del 50% dei tumori del pene e del 43% dei tumori vulvari.
Sebbene la maggior parte delle infezioni da HPV decorra in maniera transitoria e asintomatica (il 60-90% delle infezioni, sia da genotipi oncogeni che non oncogeni, si risolve spontaneamente nell’arco di 1-2 anni dal contagio) la persistenza dell’infezione può determinare l’insorgenza di lesioni benigne e maligne della cute e delle mucose.
L’importanza del vaccino.
Sono due gli strumenti essenziali della prevenzione: la vaccinazione contro l’HPV e lo screening della cervice uterina. La regione Sardegna offre gratuitamente il vaccino a ragazzi alle seguenti categorie: Adolescenti di entrambi i sessi al compimento dell’undicesimo anno di vita. A partire dalla coorte 1996 per le femmine e 2006 per i maschi, con il mantenimento della gratuità nel tempo per le coorti beneficiarie, qualora non siano stati precedentemente vaccinati o non abbiano completato il ciclo vaccinale.
Per i soggetti a rischio per determinati comportamenti o condizioni: uomini che fanno sesso con uomini a qualunque età. Donne che devono o sono state trattate per lesioni precancerose. Soggetti con infezione da HIV. Soggetti immunocompromessi e coloro che devono iniziare terapia con immunomodulatori e immunosoppressori.
Gli ambulatori del Servizio di Igiene e Sanità pubblica della Asl di Sassari sono a disposizione della popolazione per fornire informazioni e somministrare il vaccino. Non meno importante è l’adesione agli Screening. Consente di individuare precocemente i tumori quando sono ancora in fase iniziale, permettendo di procedere tempestivamente e, quindi, con maggiori possibilità di cura ed interventi meno invasivi. Nel territorio dell’Asl di Sassari è attivo il programma di screening della cervice uterina organizzato, con chiamata attiva triennale delle utenti nella fascia di età 25-64 anni e prevede l’esecuzione del Pap Test.
