Per la morte di Davide Calvia, Giovannino Pinna a processo per omicidio volontario
Giovannino Pinna andrà a processo con l’accusa di omicidio volontario per la morte del cugino Davide Calvia. Il gup Sergio De Luca ha disposto il rinvio a giudizio del 38enne sassarese, accogliendo la richiesta della Procura di Sassari al termine dell’udienza preliminare di oggi.
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Secondo gli investigatori, il presunto naufragio avvenuto nell’aprile 2023 nelle acque dell’Asinara sarebbe stato una messinscena costruita dopo il delitto. Per l’accusa, Davide Calvia non morì annegato ma venne ucciso dal cucino e che poi ha abbandonato il corpo in mare.
I fatti risalgono alla notte del 12 aprile 2023. Pinna e Calvia lasciarono Porto Torres a bordo di un barchino rubato. Il giorno successivo Giovannino Pinna venne ritrovato in stato di ipotermia sulla costa di Sorso dopo aver lanciato l’allarme. Di Davide Calvia, invece, non si ebbero notizie fino al ritrovamento del corpo il 22 aprile nelle acque di Lu Bagnu, a Castelsardo.
I dubbi della sorella e della Procura
Per mesi il caso era stato raccontato come una tragedia del mare. La versione fornita da Pinna parlava dell’affondamento dell’imbarcazione e del tentativo di salvare il cugino. Gli accertamenti disposti dalla Procura hanno però portato gli inquirenti verso una ricostruzione differente. La sorella della vittima, Nadia Calvia, non ha mai smesso di accusare il cugino e anche la Procura non crede all’incidente e sta seguendo quella strada.
Dagli esami medico-legali sul corpo sono emerse lesioni al rachide cervicale e al torace, incompatibili con una morte accidentale per annegamento. Secondo il procuratore Armando Mammone, Davide Calvia sarebbe stato colpito con violenza e poi gettato in mare per simulare il naufragio. Anche l’affondamento della barca non sarebbe stato un incidente, ma una scelta di Pinna.
Oltre all’omicidio volontario, Giovannino Pinna dovrà rispondere anche delle accuse di furto e naufragio. Il 38enne, assistito dall’avvocato Nicolò Vecchioni, continua a dichiararsi innocente e respinge ogni contestazione. I familiari di Davide Calvia si sono costituiti parte civile con l’avvocato Marco Palmieri. Parte civile anche il proprietario dell’imbarcazione, assistito dalla legale Sara Dettori. A ottobre ci sarà la prima udienza.
