Predda Niedda, la voglia di rinascita in mezzo alle carcasse d’auto

Auto abbandonate a Preda Niedda

A Predda Niedda c’è un cimitero di auto abbandonate, ma c’è anche qualche segnale di rinascita.

In diversi articoli abbiamo denunciato l’inciviltà dei residenti di alcuni quartieri di Sassari che
lasciano rifiuti di ogni tipo e tanto altro vicino ai cassonetti, oggi ci spostiamo nella zona industriale
di Predda Niedda che da alcuni anni ha “modificato” la sua denominazione da zona industriale a
quella di zona “commerciale”. Infatti, la stragrande maggioranza dei residenti di Sassari e borgate
vicine, vi si recano per fare i loro acquisti, abbandonando i negozi del centro città. Ma in questi
ultimi anni la zona di Predda Niedda, è diventata un cimitero di carcasse di auto. Nelle strade che
compongono l’intera area industriale si possono trovare diverse auto in completo stato di
abbandono, colme di ruggine che diventano fonte di inquinamento.

Le segnalazioni da parte dei commercianti che svolgono la loro attività a Predda Niedda hanno in
più occasioni segnalato la presenza delle carcasse delle auto nelle strade, ma i risultati positivi
sono davvero pochi. Ma come dice il famoso detto “la speranza è l’ultima a morire”, e per questo
che i commercianti non hanno perso le speranze di vedere la totale rimozione delle auto.

Il giardino per la rinascita

Ma dalla grande area industriale non arrivano solo notizie negative. In alcune vie è stato
ripristinato il manto stradale con grande sollievo dei tanti automobilisti che quotidianamente si
recano nelle attività presenti.

Percorrendo interamente la strada 28 all’incrocio con la strada 31, si nota l’allestimento di un
bellissimo spazio verde, un piccolo “giardino per momenti di serenità”. All’interno sono presenti
alcune panchine dove poter passare del tempo (come è riportato nel cartello presente), per
riflettere, per godersi qualche minuto di tranquillità e per pensare sempre positivo. Un’area
verde che nelle giornate di sole diventa una gradevole e piacevole oasi. Un piccolo passo, che va
verso un “sogno” forse irrealizzabile, per un ritorno ad una vita “normale ” e meno “frenetica”.

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