La riapertura di domani di negozi e parrucchieri divide i sindaci della provincia

La riapertura di negozi e parrucchieri divide i sindaci.

L’ipotesi di riapertura dei barbieri, parrucchieri e centri estetici divide i sindaci della provincia di Sassari. Da una parte chi invita alla responsabilità, come i sindaci di Benetutti e Ardara. Dall’altra, invece, chi vuol riflettere e aspetta un chiarimento come i primi cittadini di Olmedo e Sorso.

“Ho emesso un’ordinanza per barbieri e parrucchieri affinché da lunedì possano esercitare la propria attività. Qualora si fossero riscontrati nuovi casi, ci avrebbero avvertito. Questo non è avvenuto, quindi non ha senso aspettare – afferma Enzo Cosseddu, sindaco di Benetutti -. Le scorse settimane si era registrato un possibile contagio, ma al secondo tampone era risultato negativo e ieri è morto. Sono stato avvertito dai familiari, mentre l’Ats ha impiegato 2 giorni. Sempre a proposito di ordinanze, ho riaperto anche il cimitero cosicché i cittadini potessero fare due passi e rendere omaggio ai propri cari. Questo nel rispetto delle norme anti assembramento con l’ingresso consentito non oltre i 45 minuti”.

Il primo cittadino di Ardara, invece, richiama tutti alla consapevolezza: “C’è stata sicuramente una sottovalutazione nel parlare dell’indice R con T. Ma noi siamo sindaci, quindi dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. In paese non abbiamo barbieri, parrucchieri o estetisti, ma qualora avessi potuto, avrei aperto. Perciò – conclude Francesco Dui -, visto che non abbiamo registrato nuovi casi nell’ultimo mese, ho disposto anche la riapertura del cimitero, prima in fasce ed ora ai soliti orari. Penso che ogni comune debba pensare alle proprie peculiarità, ma occorre maggior supporto da parte della Regione”.

Diverso il parere di Toni Faedda, sindaco di Olmedo: “Ho stima nel presidente Solinas. Ma se i dati vengono comunicati venerdì notte, è opportuno ricordare che i comuni il sabato e la domenica restano chiusi. La comunicazione sarebbe dovuta arrivare in settimana, così da poter fare le dovute valutazioni con il segretario generale. Oggi, tuttavia, con la Giunta abbiamo discusso delle riaperture. Ma, gli stessi esercenti, non hanno avuto il tempo di essere adeguatamente informati”. Il primo cittadino, si riserva qualsiasi decisione fino a lunedì. Questo, poiché la mancanza del dato R con T potrebbe inficiare sull’ordinanza, mancando il presupposto formale che potrebbe delegittimare le riaperture.

Sceglie la linea della prudenza anche il sindaco di Sorso, Fabrizio Demelas: “La Regione ha comunicato che l’indice sarebbe dovuto essere inferiore a 0,5 ma noi risultiamo non classificati. Per questo rimaniamo in attesa del dato ed in quel caso agiremo di conseguenza. Non si tratta di volontà, ma di responsabilità. Noi sindaci siamo da un mese a questa parte i capri espiatori della situazione. Tutto viene scaricato su di noi. Qualora vi fossero le condizioni, non ho alcun problema a riaprire. Ma, ad oggi, queste non vi sono”.

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