Crollo della rotonda di Platamona con feriti gravi: dopo 11 anni tutti assolti

Polizia tribunale Sassari

Il gravissimo incidente alla rotonda di Platamona nel 2015.

Sono stati tutti assolti gli imputati della vicenda del crollo della storica rotonda di Platamona, a distanza di 11 anni dall’incidente che causò feriti. Lo ha deciso il Tribunale di Sassari che ha scritto la parola fine sulla terribile vicenda giudiziaria. La giudice Monia Adami ha assolto tutti e cinque gli imputati, accogliendo pienamente la richiesta formulata dallo stesso pm Giovanni Dore.

L’incidente nel 2015.

Il 21 luglio del 2015 un gruppo di giovani che sostava sotto la rotonda di Platamona per godersi un pomeriggio al mare è rimasto travolto dal cedimento del muro della struttura, che risaliva agli anni Cinquanta. Il crollo improvviso ha travolto i ragazzi, causandogli gravi ferite. Ad avere la peggio fu un ragazzino, che rimase incastrato con la testa tra i massi. Il giovane si salvò miracolosamente, ma andò incontro a gravissime conseguenze. Finì per settimane in Rianimazione, con svariati interventi chirurgici in Ortopedia e un complesso percorso di riabilitazione sia fisico che psicologico.

Il motivo del verdetto.

Imputati i tecnici e dirigenti comunali di Sorso e Sassari. La sentenza di assoluzione poggia su precise motivazioni tecniche e giuridiche che escludono qualsiasi profilo di colpa in capo ai funzionari coinvolti. L’assoluzione è arrivata con la formula «per non aver commesso il fatto». La decisione è blindata anche da una sentenza civile del 2023, che ha stabilito come la Rotonda ricada interamente sotto la competenza territoriale del Comune di Sassari, escludendo quindi ogni responsabilità gestionale da parte di Sorso.

Per i dirigenti del Comune di Sassari la giudice ha invece decretato l’assoluzione perché «il fatto non costituisce reato», evidenziando la totale assenza dell’elemento della colpa. Dall’istruttoria è emerso che il crollo fu causato dal progressivo deterioramento interno della pietra calcarea, accelerato dalla penetrazione della salsedine. Si è trattato di un fenomeno invisibile e non rilevabile dall’esterno. Ilmuro non presentava crepe, deformazioni o segnali premonitori tali da richiedere interventi straordinari, né vi erano stati eventi meteo o geologici eccezionali. La difesa in aula ha così evidenziato l’impossibilità per i funzionari di anticipare il collasso di una struttura degli anni ’50 che non mostrava alcun segno di cedimento.

L'autore

Giornalista freelance, da anni racconto il territorio della provincia di Sassari, occupandomi di cronaca e attualità locale. Conosco molto bene il Nord Sardegna e questo mi consente di trasformare i fatti in notizie, con l'obiettivo di offrire un'informazione trasparente e vicina ai lettori.

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