Imminente lo sciopero per la sanità a Sassari..
Sono state decise le date dello sciopero contro il caos della sanità a Sassari. Una frattura profonda e apparentemente insanabile si è consumata tra i vertici istituzionali e l’intero comparto sanitario e medico dell’Aou di Sassari da rendere insufficiente un solo giorno per incrociare le braccia. Per questo motivo centinaia di dipendenti, riunitisi in assemblea, hanno espresso un voto unanime a favore dello sciopero generale in due giorni. Si terrà l’8 e il 9 ottobre 2026, dalla mezzanotte alla mezzanotte del giorno seguente.
La mobilitazione, sostenuta in modo compatto da tutte le sigle sindacali rappresentative, giunge al culmine di una lunga stagione di disagi professionali, ritardi burocratici e mancate risposte da parte dell’Assessorato Regionale alla Sanità, della Giunta e della maggioranza di governo, accusati di una preoccupante inerzia gestionale che sta progressivamente smantellando la sanità pubblica locale.
La protesta contro la sanità a Sassari.
Al centro della protesta vi sono gravi rivendicazioni economiche e organizzative che colpiscono trasversalmente sia il personale del comparto che la dirigenza medica. Si registra, infatti, il mancato pagamento del premio di risultato relativo agli anni 2023 e 2024, accompagnato dal blocco delle procedure di valutazione necessarie per l’erogazione del premio del 2025. A questa situazione di stallo economico si aggiungono i cronici ritardi nella consegna dei buoni pasto e l’assenza di aggiornamenti sul loro valore nominale e sulle nuove condizioni di diritto previste dalle normative vigenti.
La paralisi contrattuale si estende inoltre alla mancata costituzione della commissione paritetica per l’organizzazione e l’innovazione, uno strumento fondamentale che avrebbe dovuto favorire il dialogo e la modernizzazione dei servizi, ma che è rimasto lettera morta. Sul fronte dello sviluppo di carriera della dirigenza medica, si lamenta anche la mancata attivazione delle procedure per il riconoscimento della meritata anzianità di servizio ai traguardi dei 5 e dei 15 anni, indispensabili ai fini dell’indennità di esclusività di rapporto.
Uno dei punti più caldi della vertenza riguarda l’assoluta assenza di programmazione sul fronte occupazionale. I sindacati denunciano la mancata apertura delle procedure per la stabilizzazione e l’assunzione del personale, passaggi cruciali per poter garantire l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza senza dover costantemente ricorrere a ore aggiuntive non recuperabili da parte dei dipendenti in servizio. Addirittura, le stabilizzazioni già concluse risultano bloccate a causa di intoppi burocratici legati ad ARES e alle relative procedure concorsuali, provocando un ingiustificabile ridimensionamento degli organici.
La situazione all’ospedale.
Questo scenario si riflette pesantemente sulla quotidianità dei reparti ospedalieri. Le sigle sindacali descrivono una realtà drammatica, caratterizzata da reparti cronicamente sotto organico e letteralmente invasi da letti aggiuntivi e barelle nei corridoi. I turni di lavoro massacranti compromettono il benessere psicofisico degli operatori e causano un diffuso demansionamento professionale, spingendo il personale medico e infermieristico verso carichi assistenziali non più sostenibili e aumentando in modo esponenziale la complessità della gestione interna.
Tale pressione finisce per esporre i professionisti della salute a crescenti rischi di responsabilità civile e penale, alimentando lo stress correlato al lavoro e compromettendo gravemente la sicurezza delle cure erogate ai pazienti. Il risultato è una progressiva e preoccupante fuga di professionisti qualificati che scelgono di abbandonare il servizio sanitario pubblico per sfinimento.
Inoltre, i rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro l’uso distorto della flessibilità organizzativa, come la pronta disponibilità e le prestazioni aggiuntive, ormai trasformate da strumenti straordinari a prassi ordinaria per sopperire alle inefficienze strutturali del sistema. La richiesta rivolta con urgenza all’Azienda è una convocazione immediata per stabilire i servizi minimi essenziali da garantire durante lo sciopero, con la speranza che la politica regionale decida finalmente di abbandonare la gestione emergenziale per tornare a una seria e lungimirante programmazione. La protesta vede l’adesione compatta e unitaria di FP CGIL, CISL FP Sassari, UIL FPL, FIALS, RSU AOU Sassari, FP CGIL Medici, UIL FPL Medici, Federazione CIMO Fesmed, ANAAO Assomed, AAROI EMAC, FVM e FASSID





