Verso lo sciopero della sanità a Sassari, saranno due giornate: ecco quando

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La protesta dei dipendenti della sanità di Sassari.

Al settimo piano del Santissima Annunziata è andata in scena oggi la protesta di oltre 200 dipendenti dell’Aou di Sassari. Medici, infermieri e amministrativi hanno proclamato all’unanimità due giornate consecutive di sciopero generale a settembre e minacciato lo stop immediato agli straordinari. Al centro della protesta un cortocircuito esplosivo. Trattative sindacali bloccate da due anni, una fuga di personale senza precedenti causata dai filtri burocratici di Ares e il fermo no della Giunta Todde alla costruzione del nuovo ospedale. I sindacati del comparto e della dirigenza medica annunciano una “lotta senza quartiere” contro i vertici aziendali e la Regione.

A firmare lo stato di agitazione è un fronte sindacale compatto e trasversale (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Rsu e sigle della dirigenza medica), unito nel denunciare il totale cortocircuito della sanità sassarese. La protesta punta il dito contro uno stallo contrattuale che dura da oltre due anni, aggravato da veti burocratici dei revisori dei conti, e contro la paralisi delle assunzioni legata alla centralizzazione di Ares, che sta provocando una fuga in massa di personale esasperato da carichi di lavoro insostenibili. Ma lo scontro si sposta anche sul piano politico.

L’assemblea ha lanciato un ultimatum alla governatrice Alessandra Todde, contestando fermamente la decisione di bloccare la costruzione del nuovo ospedale di Sassari, giudicato dai sindacati “strutturale e imprescindibile” per la sicurezza e la razionalizzazione della spesa sanitaria.

I motivi della protesta per la sanità a Sassari.

Per il comparto nessuna risposta sui DEP 2024 e il recente accordo sui DEP 2025 non è stato ancora certificato. L’unico accordo applicato risulta essere quello sugli incarichi, peraltro non approvato dagli attuali revisori che hanno sconfessato, a quanto pare, una precedente certificazione.

”Per la dirigenza medica, pare che i revisori abbiano chiesto la sospensione dell’attività di contrattazione sine die, in attesa che facciano il loro corso alcune cause intentate alla Aou dalla dirigenza, cause però che in Italia valgono solo Inter partes e che in nessun modo possono “bloccare” la contrattazione collettiva di secondo livello. Posto anche che comunque chiedono, una già vinta in primo grado, il ricalcolo dei fondi della dirigenza in aumento, l’altra l’erogazione di istituti contrattuali dovuti e per i quali sono accantonati i fondi necessari. Nessuna delle due cause certamente chiede o può generare una riduzione o un maggior esborso rispetto alle somme previste”, fanno sapere le sigle FP CGIL, CISL FP, UIL FP, FIALS, RSU AOU, FP CGIL MEDICI, CISL MEDICI, UIL FPL MEDICI, CIMO FESMED, ANAOO ASSOMED, AAROI EMAC, FVM SMI, CIMO e FASSID.

I sindacati definiscono la situazione del tutto insostenibile e annunciano che, se non si arriverà a una risoluzione immediata, la mobilitazione sfocerà in esposti formali e in una lotta sindacale senza quartiere. Proprio per questo motivo, i lavoratori hanno chiesto a gran voce un intervento deciso, anche “a gamba tesa”, da parte della Presidente della Regione e dell’Assessora della Sanità nei confronti dell’Aou e dei suoi organi istituzionali.

Blocchi sul fronte del reclutamento.

Durante l’incontro, l’assemblea ha evidenziato come l’attuale assetto di Ares stia provocando continui e gravi rallentamenti, se non veri e propri blocchi, sul fronte del reclutamento. L’Aou di Sassari si trova infatti nell’impossibilità di bandire autonomamente i propri concorsi, come avveniva in passato, per colmare le pesanti carenze della pianta organica. Una paralisi che ha già causato numerose dimissioni tra il personale, inclusi i lavoratori interinali e precari: privi di prospettive future, di adeguate garanzie retributive e di un clima organizzativo sereno, molti professionisti hanno preferito trasferirsi altrove per poter usufruire di carichi di lavoro più umani.

Infine, l’intera assemblea ha rimarcato l’urgente necessità di procedere alla costruzione del nuovo ospedale. L’opera, fortemente contestata dalla Presidente Todde, viene invece considerata dalle sigle sindacali del tutto indispensabile per tutelare la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre che per razionalizzare le attività e abbattere le spese gestionali. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, un nuovo presidio si tradurrebbe in benessere, salute e, sul lungo periodo, in un netto risparmio di tempo e risorse per l’intera comunità.

Lo sciopero contro l’Aou di Sassari.

Lo sciopero sarà dunque proclamato contro l’Aou di Sassari e contro tutte le istituzioni ritenute responsabili di questo corto circuito. Gli obiettivi principali della protesta rimangono la realizzazione del nuovo ospedale e il ridimensionamento di Ares, una misura considerata fondamentale per restituire la dovuta autonomia gestionale alle singole aziende sanitarie. L’astensione dal lavoro punterà così a contestare i diversi livelli di responsabilità che hanno determinato l’attuale stallo: dal blocco della contrattazione alla mancata certificazione di fondi e accordi, fino alla carenza strutturale di personale, al cronico sovraffollamento e alle gravi difficoltà organizzative.

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