Sassari, cade e si rompe una gamba: chiesti oltre 97mila euro al Comune

Polizia tribunale Sassari

Un incidente in strada a Sassari.

Una donna di Sassari ha chiesto il risarcimento al Comune per un grave incidente avuto mentre passeggiava in via Baldedda. Stando a quanto riporta La Nuova Sardegna, il fatto si è verificato a febbraio 2025 quando la signora è inciampata in un paletto parapedonale tagliato e mai rimosso. La donna, rimasta col piede bloccato ha subito una violenta torsione della gamba che ha causato una grave frattura alla caviglia, due ricoveri e altrettanti interventi chirurgici.

L’odissea.

Il grave episodio ha causato un peggioramento delle condizioni di salute della donna, che le ha provocato la violenta rotazione dell’arto e le lesioni certificate dalla consulenza medico-legale, ossia una frattura pluriframmentaria e scomposta del perone, la frattura del malleolo tibiale e una diastasi. L’incidente ha richiesto due ricoveri e relativi interventi chirurgici a Sassari, seguiti da un recupero complesso. Alla donna è stato valutato un danno biologico stimato tra il 17 e il 18 per cento, 70 giorni di inabilità temporanea totale e ulteriori periodi di inabilità parziale che, come evidenziato dalla documentazione, hanno inciso negativamente sulla vita quotidiana, sulle attività sportive e sulla sfera dinamico-relazionale.

L’avvocato della donna, Luigi Pisanu, ha inviato al Comune di Sassari una nuova diffida formale per chiedere un risarcimento complessivo di circa 200mila euro a favore della sua assistita e dei familiari, includendo il danno fisico, le spese, la perdita della capacità di svolgere le attività domestiche e i pregiudizi subiti dai familiari stessi. Il Comune è accusato di non aver curato la manutenzione della strada. La vicenda si scontra inoltre con la precedente posizione del Comune, che aveva declinato le proprie responsabilità sostenendo che il marciapiede fosse di pertinenza del fabbricato adiacente, tesi respinta dalla diffida che ribadisce la proprietà comunale dell’area e la presenza di segnaletica stradale nello stesso tratto.

La richiesta economica si articola tra le ripercussioni fisiche e quelle familiari, quantificando il danno non patrimoniale in oltre 97mila euro e quello patrimoniale nella riduzione della capacità di svolgere il lavoro domestico. La donna, infatti, si occupa ogni giorno del figlio disabile. Oltre al risarcimento, il Comune è stato diffidato a intervenire tempestivamente per eliminare definitivamente l’insidia o a segnalarla in modo adeguato.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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