L’Università di Sassari accoglie 9 studenti palestinesi arrivati stanotte da Gaza
Cinque studenti e quattro studentesse sono arrivati da Gaza all’aeroporto di Alghero per studiare all’Università di Sassari. Ad accoglierli c’erano il rettore Gavino Mariotti e l’assessore Antonio Piu, in rappresentanza della Regione
La presidente Todde
La presidente Alessandra Todde interviene per sottolineare l’importanza di questa operazione. “Sono arrivati ieri sera ad Alghero 9 studenti palestinesi che proseguiranno il loro percorso universitario all’Università degli Studi di Sassari grazie alle borse di studio finanziate dall’Ateneo, dall’Ersu e dalla Regione Sardegna – commenta -. A voi voglio dire una cosa semplice. Qui non sarete soltanto studenti ospiti. Sarete parte di una comunità che conosce il valore della dignità, dell’accoglienza e della libertà.
Nessun giovane dovrebbe vedere il proprio futuro fermato dalla guerra. Nessuno dovrebbe dover scegliere tra la propria terra e il diritto a studiare. Vi auguro di trovare in Sardegna la forza per ricominciare. E vi auguro di poter tornare un giorno in una Palestina libera dalla guerra.”
L’Università di Sassari e gli studenti di Gaza
“L’arrivo dei nove studenti palestinesi rappresenta per l’Università di Sassari un gesto concreto di sostegno al diritto allo studio – annunciano dall’Ateneo -. I cinque studenti e le quattro studentesse hanno varcato le porte dell’area arrivi dell’aeroporto di Alghero tra applausi e commozione, accolti con calore e partecipazione. Un momento intenso di accoglienza e solidarietà per chi ha vissuto grandi perdite, ma continua a coltivare il desiderio di studiare, costruire il proprio futuro e non smettere di sognare“.
La ministra Bernini
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini è in prima fila nell’accogliere gli studenti palestinesi che stanno arrivando in Italia. Ma rilancia, ha progetti da realizzare in Palestina. “Accogliere studenti palestinesi in Italia è per noi motivo di orgoglio – commenta l’esponente del Governo Meloni -. Significa credere nella forza della conoscenza, nel dialogo e nel diritto di ogni giovane a costruire il proprio futuro. E vogliamo fare ancora di più: lavorare per un’università italiana a Gaza, capace di sostenere la rinascita di una comunità scientifica palestinese libera, autonoma e aperta al mondo”.
