Un uomo è finito a processo per stupro a Sassari.
Una donna di Sassari sarebbe stata vittima di uno stupro da parte di un suo amico. Stando a quanto riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, la 37enne sarebbe stata abusata dal 50enne su una panchina vicino alla sua abitazione, il quale avrebbe approfittato del suo stato di vulnerabilità dovuto all’assunzione di alcolici. Dopo l’abuso subìto la donna aveva deciso di denunciarlo e trascinarlo in tribunale, dove la pm Elisa Succu ha chiesto per lui una condanna a tre anni di reclusione per stupro.
L’episodio.
La vicenda risale al 2024 quando la presunta vittima frequentava quell’uomo, al quale aveva riposto fiducia perché faceva parte della sua comitiva. Quella sera infatti si erano visti assieme a un gruppo di amici in alcuni locali della città. Ad un certo punto i due si erano trovati soli e lui avrebbe approfittato di questo e dello stato di ebbrezza della 37enne per metterle le mani addosso.
La presunta vittima sostiene che lui l’avrebbe condotta verso delle panchine isolate insistendo per non farla rientrare e ignorando il suo stato di salute e le ripetute manifestazioni di dissenso. Stando all’accusa lei gli avrebbe supplicato di smettere e lui invece l’avrebbe picchiata fino a farle perdere i sensi per poi costringerla a rapporti completi contro la sua volontà approfittando anche dell’assenza di passanti e allontanarsi dal luogo una volta finito. Per questo motivo ora il 50enne di Sassari è accusato di violenza sessuale aggravata.
Il ricovero.
Nei giorni dopo l’aggressione, continuando a stare fisicamente male, si era rivolta alle cure ospedaliere dove è stato attivato il percorso rosa per le vittime di violenza di genere. Il pronto soccorso ha rilevato segni di aggressione, come ecchimosi per le botte ricevute e traumi intimi da violenza sessuale. Così la 37enne è stata ricoverata in ginecologia ed è scattato il “Codice rosso”.
Stando a quanto riporta La Nuova, inoltre è emerso che l’uomo, noncurante del suo ricovero a causa dei segni lasciati dalle botte e dallo stupro, l’aveva chiamata convincendola che quella notte lei era pienamente consenziente e supplicandola di non denunciarlo per non rovinare la sua carriera di insegnante. Fortunatamente la 37enne ha trovato il coraggio di rivolgersi alle autorità riferendo anche altri atteggiamenti aggressivi con lei in passato.
