Ad Alghero avviato il nuovo impianto per il trattamento della posidonia spiaggiata

Posidonia spiaggia Alghero

Il trattamento della posidonia ad Alghero segna un cambio di approccio nella gestione del materiale spiaggiato.

Ad Alghero entra in funzione una nuova infrastruttura dedicata al trattamento della posidonia spiaggiata e dei materiali da spazzamento. La struttura è stata realizzata nella zona industriale di San Marco e rappresenta un intervento rilevante nelle politiche ambientali del territorio. L’impianto consente di trattare la posidonia raccolta lungo la Riviera del Corallo e le terre provenienti dallo spazzamento stradale. Il progetto introduce un modello differente rispetto al passato, trasformando un materiale fino a oggi considerato un problema operativo in una risorsa recuperabile.

La realizzazione dell’impianto ha richiesto un investimento complessivo di sei milioni di euro, finanziato in larga parte con fondi del Pnrr e, per oltre un milione, dal Consorzio industriale provinciale di Sassari. I lavori sono iniziati nel gennaio 2024 e si sono conclusi con l’avvio dell’impianto.

Come avviene il trattamento.

La struttura utilizza la tecnologia del soil washing, che permette di separare la frazione sabbiosa dalla posidonia accumulata sugli arenili. In passato, la rimozione del materiale comportava anche la perdita di sedimenti. Con il nuovo sistema, la sabbia viene recuperata e può essere reimpiegata sui litorali, contribuendo a contrastare l’erosione costiera.

L’impianto può trattare fino a 20 mila tonnellate all’anno di materiale. La posidonia, una volta lavorata, può trovare impiego nell’ingegneria naturalistica come barriera contro il moto ondoso, in agricoltura come substrato o nella produzione di pannelli fonoassorbenti destinati a spazi pubblici.

Caratteristiche della struttura.

Il complesso comprende un capannone di circa 1.800 metri quadrati, una linea automatizzata per il trattamento dei rifiuti non pericolosi e un sistema che consente di recuperare l’80% dell’acqua utilizzata nei processi.

Come scrive La Nuova Sardegna, l’impianto, indicato come unico in Italia interamente “End of Waste” a gestione pubblica, può trattare anche rifiuti da spazzamento stradale, recuperando materiali riutilizzabili soprattutto in edilizia. Entro l’estate entrerà in funzione anche il sito di stoccaggio da 14.400 tonnellate, realizzato con ulteriori 1,9 milioni di euro, necessario a garantire la continuità operativa.

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