I protomartiri turritani nella basilica di Porto Torres.
Il consueto cammino di fede che ogni anno unisce la basilica di San Gavino alla suggestiva chiesetta di Balai Vicino ha dovuto quest’anno piegarsi alle esigenze della conservazione e del restauro. La tradizione, che vede i simulacri dei martiri turritani lasciare la loro dimora abituale per affacciarsi sul mare, ha incontrato l’ostacolo dei lavori di manutenzione che interessano il piccolo santuario a picco sulla costa, rendendo impossibile l’accoglienza dei santi nelle consuete modalità.
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I lavori.
Tuttavia, l’imprevisto logistico non ha scalfito il legame profondo della comunità con i propri patroni. In un’atmosfera di raccolta solennità, si è deciso di optare per una soluzione dal forte richiamo storico e spirituale: i simulacri sono stati infatti traslati all’interno della cripta dell’antica basilica. Questo spostamento, seppur diverso dal percorso tradizionale verso il mare, ha offerto ai fedeli un’occasione inedita per riscoprire il cuore pulsante e sotterraneo della struttura millenaria, dove il silenzio delle pietre sembra amplificare il senso di protezione e sacralità che i martiri rappresentano per la città.
Le immagini raccolte in questi giorni testimoniano il momento del passaggio e la nuova collocazione temporanea, documentando una pagina particolare nella storia dei festeggiamenti cittadini. In attesa che il cantiere riconsegni alla cittadinanza la chiesetta di Balai nel suo pieno splendore, i martiri restano a vegliare nel ventre della basilica, custoditi dal calore di una devozione che non si ferma davanti ai necessari interventi del tempo.
