L’idea di ”Sardegna Al Centro 20 Sassari” per rilanciare la città.
Il recupero dell’ex Bar Aroni come leva strategica per contrastare nella parte bassa del centro storico di Sassari. È questa la proposta avanzata da ”Sardegna Al Centro 20 Venti Sassari”, che sollecita la Giunta comunale a sospendere la vendita dell’immobile di proprietà pubblica per trasformarlo in un hub culturale e sociale al servizio della comunità. Il Coordinatore Metropolitano di Sardegna Al Centro 20 Venti Sassari Manuel Alivesi e la Consigliera Comunale Alessandra Corda propongono anche l’ipotesi di allestirvi un impianto museale multimediale dedicato ai Candelieri e alle tradizioni identitarie di Sassari.
La proposta.
La proposta nasce dalla considerazione che il patrimonio immobiliare comunale non debba essere valutato esclusivamente in termini di possibile alienazione, ma anche come strumento di politica urbana, culturale e sociale, capace di generare nuove occasioni di frequentazione, aggregazione e sviluppo. “Crediamo – sottolineano Alivesi e Corda – che sia arrivato il momento di interrogarsi seriamente sulla destinazione di questo importante patrimonio pubblico, soprattutto alla luce del ruolo strategico che potrebbe assumere nella rivitalizzazione della parte bassa della Città Antica”.
“L’ex Bar Aroni – proseguono – potrebbe diventare un luogo simbolico della rinascita della parte bassa del centro storico. I locali potrebbero essere recuperati e successivamente destinati, attraverso procedure pubbliche e trasparenti, a soggetti culturali, associazioni, fondazioni o realtà capaci di sviluppare un progetto di interesse pubblico”.
L’idea.
Tra le ipotesi che potrebbero essere approfondite vi è anche quella della realizzazione di un museo multimediale dedicato ai Candelieri, alla Faradda e alla storia della Festha Manna, capace di raccontare attraverso strumenti digitali, immagini, filmati, ricostruzioni immersive e testimonianze una delle più importanti espressioni dell’identità culturale sassarese. “Non proponiamo una soluzione precostituita – precisano Alivesi e Corda – ma chiediamo all’Amministrazione di aprire una riflessione seria e concreta. L’ex Bar Aroni potrebbe ospitare un progetto culturale innovativo, diventando un nuovo punto di attrazione per cittadini, visitatori e turisti e contribuendo a ricucire la parte bassa del centro storico con il resto della Città Antica”.
La proposta si inserisce, inoltre, nel confronto sulle politiche di riqualificazione del centro storico. “Non possiamo non rilevare – affermano Alivesi e Corda – come la precedente Amministrazione Civica abbia messo in campo una significativa attività di programmazione e di investimento, anche sotto il profilo finanziario, con interventi sulle infrastrutture e sugli spazi pubblici del centro: l’intera programmazione PINQUA, dal Centro Intercambio a via XXV Aprile, dal progetto Turritania alla riqualificazione di piazze ed edifici comunali”.
“Riteniamo invece che l’attuale Amministrazione debba ancora indicare alla Città un nuovo e organico programma di interventi per il recupero, la valorizzazione e la rivitalizzazione della Città Antica, capace di andare oltre la gestione dell’esistente e di delineare una vera strategia per il futuro del centro storico”. Per Alivesi e Corda, il recupero dell’ex Bar Aroni potrebbe rappresentare proprio uno dei primi tasselli di questa nuova strategia.
“Il centro storico non si recupera soltanto intervenendo sul decoro urbano. Servono funzioni, attività, cultura, iniziative e luoghi capaci di riportare le persone a vivere quotidianamente la Città Antica. Il patrimonio comunale può e deve essere utilizzato anche per questo obiettivo”.
“Per queste ragioni – concludono – chiediamo all’Amministrazione di verificare concretamente la possibilità di sospendere o riconsiderare la destinazione alla vendita dei locali dell’ex Bar Aroni e di predisporre uno studio di fattibilità per il loro recupero e la loro valorizzazione. Potrebbe essere una piccola operazione dal grande significato: trasformare un immobile oggi inutilizzato in un nuovo luogo della cultura, dell’identità e della socialità sassarese”.




