Bollette, la Sardegna spende più della media italiana. Ma è anche tra le regioni dove il sole rende di più

Le famiglie sarde spendono in media oltre 1.300 euro l’anno per l’energia, e più di metà di quella cifra se ne va in elettricità, una quota ben superiore al resto del Paese. Lo rileva il Centro Studi “Giannetto Lay” della CISL Sardegna, che parla di una vulnerabilità energetica sopra la media italiana ed europea. Nello stesso tempo l’isola è tra i territori italiani dove un impianto fotovoltaico produce di più. In una regione dove il metano è ancora poco diffuso, la distanza tra questi due numeri pesa più che altrove.

Energia più cara e più elettrica

Il report, presentato a maggio in vista del confronto sul nuovo Piano energetico ambientale regionale, fotografa una spesa sbilanciata. In Sardegna l’energia elettrica pesa per oltre il 51% dei consumi domestici, contro una media nazionale poco sopra il 40%. La ragione è strutturale: la rete del metano copre ancora una parte limitata dell’isola, e nelle zone non servite il riscaldamento passa da GPL, pellet e gasolio, combustibili che nelle aree interne costano particolarmente cari, oppure direttamente dalla corrente elettrica. Per il segretario generale della CISL Sardegna Pier Luigi Ledda è proprio questa combinazione, poco metano e molta dipendenza da elettricità e carburanti, a rendere famiglie e imprese più esposte ai rincari rispetto al resto d’Italia.

Quanto rende il sole in Sardegna

Sul fronte opposto c’è il sole. Secondo il PVGIS, il sistema del Centro comune di ricerca della Commissione europea che stima la produzione degli impianti solari, un impianto da un kilowatt installato a Sassari con inclinazione ottimale produce circa 1.485 kilowattora l’anno, che salgono a 1.575 a Cagliari. Nelle grandi città della pianura padana, Milano, Torino e Bologna, lo stesso impianto si ferma tra 1.340 e 1.370 kilowattora. La differenza a favore dell’isola va dal 9 al 17 per cento, con Cagliari ai vertici tra i capoluoghi italiani.

In concreto, un impianto domestico da 3 kilowatt a Sassari genera intorno ai 4.400 kilowattora l’anno, più di quanto consuma una famiglia media. Il risparmio dipende però da quanta di quell’energia viene usata nel momento in cui è prodotta. Ipotizzando un autoconsumo del 40%, valore comune in assenza di accumulo, e un prezzo dell’energia di 25 centesimi al kilowattora, il beneficio diretto è di circa 450 euro l’anno, a cui si aggiunge il compenso per l’energia immessa in rete. Con una batteria la quota autoconsumata cresce, e con lei il risparmio.

Riscaldamento elettrico e aree interne

Green Project Sardegna, azienda sassarese attiva nelle rinnovabili da oltre quindici anni, individua proprio in questa combinazione il tratto che distingue l’isola: una resa solare ai vertici nazionali e una spesa domestica già sbilanciata sull’elettrico. Dove riscaldamento, acqua calda e cucina funzionano a corrente invece che a metano, spiegano dall’azienda, ogni kilowattora autoprodotto sostituisce energia comprata a prezzo pieno, e i tempi di rientro dell’investimento tendono ad accorciarsi rispetto alle regioni con rese più basse.

Il discorso vale soprattutto per le case indipendenti delle aree interne, dove la rete del gas non arriva. In quei contesti un impianto fotovoltaico in Sardegna abbinato a una pompa di calore permette di coprire con l’energia del tetto anche il riscaldamento, oggi affidato a GPL o gasolio.

Sul fronte degli incentivi resta la detrazione fiscale nazionale per gli interventi di riqualificazione energetica, mentre la Regione ha finanziato negli scorsi anni il reddito energetico, la misura rivolta alle famiglie con ISEE più basso. Requisiti e finestre di adesione cambiano di anno in anno e vanno verificati prima di ogni intervento.

Il resto del dibattito, dai rigassificatori alla dorsale del metano, riguarda tempi lunghi e grandi investimenti. Per le famiglie, nel frattempo, il modo più rapido per alleggerire la bolletta resta il tetto di casa.

L'autore

Da più di 10 anni mi occupo dello sviluppo dei siti d'informazione, coordinando sia le attività giornalistiche che la parte digitale. Appassionato di tecnologia, smanettone per natura, alla teoria dei libri preferisco la pratica. Nel (poco) tempo libero mi alleno o mi rifugio nelle mie amate montagne, ma sempre con la connessione internet.

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