Un festival che, per la sua edizione zero, sceglie di non avere un nome. Per permettersi di sviluppare la propria identità di pari passo con quella del Centro per il Contemporaneo (CXC), un centro permanente dedicato alla ricerca, alla produzione e alla diffusione della cultura contemporanea, costituito dalle associazioni culturali Meridiano Zero, S’ALA Spazio per Artist*, SHIP, Iconica Selvatica e 222.
Il Festival è la prima iniziativa pubblica del CXC; si svolgerà a Sassari, con incursioni anche all’Argentiera e ad Alghero, dal 24 ottobre al 7 novembre. Due settimane, circa trenta eventi e dieci spazi diversi per un programma multidisciplinare.
Si inizia sabato 24 ottobre, alle 18, a S’ALA, in via Asproni 17,con l’inaugurazione dell’allestimento multimediale “Form” di Simona Vacca, sulla dissoluzione del concetto di identità e l’installazione audiovisiva “Jana’s Storm” di Liminal (Ilaria Pisoni) e 6zure (Irene Favata), un progetto che si configura come un profondo tributo alla Sardegna, terra d’origine delle artiste. Alle 20 ci si sposta allo Spazio Bunker, in Via Porcellana 17/A, per un aperitivo di benvenuto in attesa della performance Audio/VIsual di OAO OA e Amedeo Inglese, che inizierà alle 21:30.
Domenica 25 ottobre, alle 16:30 Jessie Hodges terrà un laboratorio di avvicinamento all’arte contemporanea per bambini e bambine dai 5 agli 8 anni dal titolo “In corso d’opera” (presso lo spazio La Tribù di Sassari, Via Turritana 29). Alle 20:30 allo Spazio Bunker, appuntamento con il concerto del cantante e polistrumentista Lacana, che ci accompagnerà in un viaggio fatto di atmosfere intime e paesaggi evocativi, dove il canto si fa racconto, con la sua musica che intreccia suggestioni nordiche e mediterranee in un linguaggio sonoro personale e riconoscibile.
Lunedì 26 ottobre Luigi Frassetto guida il pubblico in un ascolto meditato di brani chiave della storia della musica con “Carboneria musicale”, a cura del Club del Disco (Spazio Bunker, 18:30), mentre il 27 ottobre arte e impegno politico si incontreranno nella mostra “Piccolo atlante emotivo delle lotte in Sardegna” del fotografo militante Vittorio Cuccheddu (Abetone Music Club, alle 19), che dialogherà con le attiviste e gli attivisti delle associazioni A Foras, Assemblea Studentesca per la Palestina Sassari, Trans Support Sassari e Resiste Sassari.
La danza è protagonista il 28 ottobre (Spazio S’ALA, 20:30) con la performance “Persephone – Rebirth Protocol” di EM+, il pluripremiato duo di giovani coreografi Emanuele Rosa e Maria Focaraccio, che sulle note immortali di “La morte e la fanciulla” di Schubert sviluppano una danza sulla trasformazione come gesto estetico e politico.
Il 29 ottobre, sempre a S’ALA (h. 17 – 20), la performer e ricercatrice Teodora Grano invita il pubblicoa entrare in contatto con le proprie inquietudini, con l’installazione/live performance “Di cosa parliamo quando parliamo di horror? (Una stanza per tutte le nostre paure)”. Si prosegue alle 21, allo Spazio Bunker, con il live performativo “Radio Tunnel” di Eterea Noise il duo formato da Caterina ‘Vipera’ Dufì, poeta e compositrice e Eugenia Delbue, autrice e performer: un racconto spostato qualche anno avanti al nostro presente, di una ragazza che ha scelto l’immobilità come strategia di sopravvivenza alla condizione di pericolo che la circonda. Un audio diario che documenta in una lista di posture interrotta da squarci lirici, a volte acidi, asimmetrici, in dialogo con la forma canzone.
Gli appuntamenti del 30 ottobre iniziano alle 11:30 nel Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari con il poeta Alberto Masala, uno dei protagonisti più originali, eclettici e controcorrente della cultura internazionale dell’ultimo mezzo secolo, pubblicato in Italia, Francia e Stati Uniti e tradotto in più di 10 lingue, arabo compreso. Alberto Masala torna anche di pomeriggio, alle 18:30 alla Libreria Dessì, per dialogare con il giovane e brillante regista, autore e performer teatrale sassarese Simone Azzu, che presenta il suo primo romanzo, “Albergo Savoia” (Il Maestrale).
Il 31 ottobre ritorna Teodora Grano con una nuova performance sul genere horror al cinema, “Grindhouse” (Spazio S’ALA, 20:30), mentre l’1 novembre la musica di ricerca è la protagonista con ben due concerti: “Il suono” di Luigi Frassetto, in quadrifonia per chitarre ed elettronica (S’ALA, 18:30); e alle 21 all’Ex-Ma.ter di Sassari, ci sarà il concerto “Opodiptera”, nuovo progetto di Manuel Attanasio, accompagnato da Peppino Anfossi (violino) e Carlo Doneddu (chitarre).
Il 2 novembre alle 20:30, sempre all’Ex-Ma.ter andrà in scena “Anonimasequestri” di Leonardo Tomasi, con Leonardo Tomasi, Daniele Podda e Federico Giaime Nonnis: uno spettacolo folgorante e sarcastico su due trentenni sardi che, spinti da un distorto senso identitario, organizzano finti sequestri di persona.
Il 3 novembre e il 4 novembre, il festival si sposta all’Argentiera, a Pozzo Podestà (alle 19:30), per la presentazione, preceduta da un aperitivo, di “Petricore”, la nuova performance del duo internazionale di danzatori e coreografi IgorXMoreno in collaborazione con la prestigiosa compagnia croata di danza contemporanea Zagreb Dance Company.
Gli appuntamenti del 5 novembre iniziano a Sassari (Spazio Bunker, 17:30) con “33 Spreco di tempo” di Simone Azzu, Sonia Soro e Leonardo Tomasi, uno spettacolo teatrale che mescola indagine forense, film noir e sagra country, per sviluppare il tema del tempo e il valore che gli attribuiamo, partendo dalla vicenda di Beniamino Zuncheddu, incarcerato da innocente per ben 33 anni. Si prosegue poi ad Alghero alle 20 (allo Studio 222, in Via Giovanni XXIII, 47) con la versione live del progetto “Jana’s Storm”, di Ilaria Pisoni, in arte liminal che si occupa di stampa sperimentale, fotografia e video e la sound designer Irene Favata, in arte 6zure, che esplorano il legame tra suono, memoria e identità, un live audiovisivo che si configura come un profondo tributo alla loro terra d’origine, la Sardegna, in un’esplorazione che unisce paesaggi, memorie, voci e nenie.
Il 6 novembre si ritorna allo Spazio Bunker (alle 20:30) con una replica dello spettacolo “33 Spreco di tempo”, seguito dall’esibizione del Cuncordu Viadore. Il festival si chiude, infine, il 7 novembre. Alle 12 allo Spazio Bunker ci sarà l’incontro con “Sa Mesa”, tavolo di confronto per le arti performative in Sardegna. Sa Mesa è un progetto che vuole riunire intorno a un tavolo operatrici e operatori dello spettacolo, autrici e autori provenienti dalla Sardegna e che operano nel territorio sardo. Tenta di creare una rete di confronto intorno alle pratiche teatrali nell’ottica del dialogo e dello scambio di esperienze artistiche, è appunto una tavola, un piano di lavoro, un piano di ristoro. Alle 18 appuntamento a S’ALA con il dj set e live di chiusura di Nazar + Valucre + Umarell e, da mezzanotte, ci si trova all’Underclub di Sassari (Viale Porto Torres 5), con la serata club “Ritmo Culto” a cura di Corrado Podda, Amedeo Inglese e NOI.




