Capodanno Sassari, Sassu (SPC): “900 mila euro in più e la maggioranza tace”

Zucchero a sassari capodanno polemiche

Antonello Sassu e le dichiarazioni sul Capodanno di Sassari e quei fondi in più.

Sicuramente in queste ultime settimane la vita politica di Sassari è in grande fermento e le polemiche sul Capodanno non si sono spente. Nei recenti consigli comunali le due opposte fazioni (maggioranza e minoranza), si sono confrontante a volte in modo aspro, sui tanti argomenti portati all’attenzione dell’assemblea civica, In quest’ottica interviene Antonello Sassu consigliere comunale del gruppo (SPC).

Le dichiarazioni.

“Mi preme intervenire nel dibattito politico di queste ultime settimane per esprime un mio personale pensiero su alcune decisioni della giunta Mascia che non condivido- afferma Sassu- Nessuno parla in Consiglio comunale sui 900 mila euro in più per il concerto di Capodanno. Eppure, tra giovani in difficoltà, disoccupazione, emergenza abitativa e strade che si allagano, le domande non mancano”.

Sassu: “Silenzio in consiglio”.

“A Sassari è nato un nuovo schieramento politico: il campo muto. È quello che spesso si materializza in Consiglio comunale, dove si vedono i consiglieri di maggioranza tacere sulla variazione di bilancio che prevedeva altri 900 mila euro per il concerto di Capodanno. Nessuno ha preso la parola, nessuno ha ritenuto necessario spiegare le ragioni di una scelta che impegna risorse pubbliche considerevoli. Tutti zitti, come se la questione non meritasse neppure una discussione. Eppure, quando si tratta di spendere i soldi dei sassaresi, qualche domanda sarebbe legittima. Ci sono forse mal di pancia nella maggioranza? Qualcuno non condivide questa scelta ma preferisce non dirlo? Oppure, più semplicemente, la decisione è stata già presa e ai consiglieri resta soltanto il compito di alzare la mano”?

“Colpisce il silenzio di chi, in altre occasioni, si mobilita nelle piazze per Gaza, partecipa a iniziative di solidarietà e promuove raccolte di fondi – prosegue- . Iniziative rispettabili, naturalmente, ma la sensibilità sociale non dovrebbe fermarsi alle manifestazioni pubbliche. Dovrebbe trovare spazio anche nelle decisioni amministrative, soprattutto quando si tratta di stabilire come impiegare il denaro della collettività. Il punto non è essere contrari ai concerti, alla musica o alle manifestazioni di piazza. Una città ha bisogno anche di cultura, spettacolo e occasioni di aggregazione. Il problema nasce quando l’intrattenimento diventa il principale biglietto da visita di un’amministrazione e le altre esigenze rischiano di finire in secondo piano.
Se si considera che il costo complessivo dell’evento potrebbe raggiungere o superare i due milioni di euro, la questione assume una dimensione ancora più rilevante. Parliamo di risorse pubbliche che, almeno in parte, potrebbero essere destinate a servizi per i giovani, politiche per il lavoro, sostegno alle famiglie in difficoltà e interventi per chi non riesce a trovare una casa. Invece, una somma così consistente viene concentrata in un evento di poche ore, con ricadute economiche che andrebbero valutate attentamente e che rischiano di favorire soprattutto un numero ristretto di operatori
”.

Disagio giovanile.

“E allora dovremmo chiederci: il disagio giovanile è un problema soltanto quando se ne parla nei convegni o diventa una priorità anche quando bisogna decidere dove investire i soldi pubblici?

”I giovani di Sassari, i disoccupati, le persone che non riescono a garantirsi un’abitazione, le famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese: sono tutti soddisfatti? Pensano davvero che due ore di musica possano compensare la mancanza di risposte ai loro problemi? E chi vive quotidianamente le difficoltà di una città che, quando arrivano piogge intense, deve fare i conti con strade allagate e disagi, dovrebbe sentirsi rassicurato da un calendario sempre più ricco di eventi?
La domanda, a questo punto, è inevitabile: ma allora a Sassari va tutto bene? Le tante iniziative di intrattenimento sono soltanto la ciliegina sulla torta di una città senza problemi? Sarebbe bello fosse così. Ma basta guardarsi intorno per capire che le priorità non possono esaurirsi nell’organizzazione di concerti e manifestazioni. Una città si misura anche dalla qualità dei servizi, dalla capacità di sostenere chi è in difficoltà, dalla manutenzione delle strade, dalle opportunità offerte ai giovani e dall’attenzione verso chi rischia di rimanere indietro. Il concerto di Capodanno farà probabilmente il pienone. Resta da capire se, al di là del palco e degli applausi, l’amministrazione saprà dare risposte altrettanto convincenti ai cittadini. Perché la musica può accompagnare una città, ma non può sostituirsi al governo della città. E quando si spendono milioni di euro, il silenzio di chi amministra non è una risposta: è una domanda in più alla quale i sassaresi hanno diritto di avere risposta
”, conclude Sassu.

L'autore

Ho superato i 60 anni e oltre la metà di questi li ho passati nel giornalismo. Per 23 anni ho collaborato con la Nuova Sardegna, scrivendo nelle pagine di cronaca, cultura e sport. In precedenza ho collaborato con il Quotidiano e di seguito con diversi periodici tra i quali (Qui Notizie Nord Sardegna). Sono stato il responsabile della redazione sportiva nella redazione di Sassari di Cinquestelle Tv. Collaboro con Radio Venere nel programma della domenica Raccontu di Sassari.

Condividi l'articolo