Sassari si prepara ad accogliere una nuova realtà dedicata alla cultura contemporanea. Si chiama Centro per il Contemporaneo (CXC) e nasce dalla collaborazione di cinque associazioni culturali del nord Sardegna, unite dall’obiettivo di rafforzare la produzione artistica, la ricerca e la diffusione di nuovi linguaggi espressivi. A inaugurare il progetto è un festival multidisciplinare, in programma dal 24 ottobre al 7 novembre, con circa trenta ospiti e una trentina di appuntamenti distribuiti in dieci spazi tra Sassari, l’Argentiera e Alghero.
La manifestazione rappresenta la prima iniziativa pubblica del nuovo centro e si presenta con un’edizione zero volutamente senza un nome, per lasciare che la propria identità cresca insieme a quella del CXC. Il programma attraversa teatro, danza, musica, arti visive, fotografia, letteratura e sperimentazione audiovisiva, coinvolgendo artisti locali, nazionali e internazionali. L’obiettivo è creare occasioni di incontro tra pubblici diversi e mettere in rete esperienze culturali che da anni operano nel territorio.
Cinque associazioni per un progetto culturale condiviso
Il Centro per il Contemporaneo nasce dall’unione di Meridiano Zero, S’ALA Produzione, SHIP, Iconica Selvatica e 222, cinque realtà indipendenti che hanno scelto di condividere competenze, relazioni e risorse, mantenendo ciascuna la propria autonomia artistica.
Il progetto punta a costruire una struttura permanente capace di sostenere la ricerca, accompagnare la produzione artistica e favorire nuove collaborazioni. Teatro, danza, musica e arti visive diventano così strumenti per valorizzare le professionalità già presenti nel nord Sardegna e aprire nuove opportunità per artisti e operatori culturali. Il festival inaugurale è il primo passo concreto di questo percorso, che coinvolge luoghi culturali differenti e mette in relazione Sassari con altre comunità del territorio.
Il programma: arte, musica e performance
Il calendario si è aperto sabato 24 ottobre a Sassari, negli spazi di S’ALA, con l’inaugurazione dell’allestimento multimediale “Form” di Simona Vacca e l’installazione audiovisiva “Jana’s Storm” di Liminal e 6zure. La giornata è proseguita allo Spazio Bunker con una performance audio-video di OAO OA e Amedeo Inglese.
Nei giorni successivi si sono alternati laboratori per bambini, concerti, mostre fotografiche e momenti di confronto. Tra gli appuntamenti della prima settimana figurano il laboratorio di avvicinamento all’arte contemporanea curato da Jessie Hodges, il concerto di Lacana e “Carboneria musicale”, percorso di ascolto guidato da Luigi Frassetto. Il 27 ottobre, all’Abetone Music Club, è stata inaugurata la mostra fotografica “Piccolo atlante emotivo delle lotte in Sardegna” di Vittorio Cuccheddu, accompagnata da un confronto con rappresentanti di diverse realtà dell’attivismo locale.
La danza contemporanea ha trovato spazio con “Persephone – Rebirth Protocol” del duo EM+, mentre la performer e ricercatrice Teodora Grano ha portato in scena un progetto dedicato alle paure e all’immaginario horror. Il programma ha inoltre previsto il live performativo “Radio Tunnel” di Eterea Noise, che intreccia parola, musica e sperimentazione sonora.
Letteratura e nuovi linguaggi, gli appuntamenti del 30 ottobre
Venerdì 30 ottobre il festival prosegue con due incontri dedicati alla scrittura e alla ricerca poetica. Alle 11.30, al Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari, è in programma l’incontro con il poeta Alberto Masala, autore dalla lunga esperienza internazionale, pubblicato in Italia e all’estero e tradotto in numerose lingue.
Nel pomeriggio, alle 18.30, la Libreria Dessì ospita la presentazione di “Albergo Savoia”, primo romanzo del regista, autore e performer sassarese Simone Azzu, pubblicato da Il Maestrale. A dialogare con l’autore sarà lo stesso Alberto Masala, in un appuntamento che mette in relazione poesia, narrativa e linguaggi della scena contemporanea.
Dal weekend di Halloween agli spettacoli di novembre
Sabato 31 ottobre, alle 20.30, lo Spazio S’ALA ospita “Grindhouse”, nuova performance di Teodora Grano dedicata all’immaginario horror cinematografico. Domenica 1° novembre la musica torna protagonista con “Il suono” di Luigi Frassetto, alle 18.30 a S’ALA, e il concerto “Opodiptera”, alle 21 all’Ex-Ma.ter, con Manuel Attanasio, Peppino Anfossi e Carlo Doneddu.
Lunedì 2 novembre, all’Ex-Ma.ter, è previsto “Anonimasequestri” di Leonardo Tomasi, spettacolo teatrale che affronta in chiave sarcastica e provocatoria il tema dell’identità. Il 3 e 4 novembre il festival si sposta all’Argentiera, negli spazi di Pozzo Podestà, per “Petricore”, progetto di danza del duo IgorXMoreno in collaborazione con la Zagreb Dance Company.
Il 5 novembre il programma torna a Sassari con “33 Spreco di tempo”, spettacolo di Simone Azzu, Sonia Soro e Leonardo Tomasi che prende spunto dalla vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu, rimasto in carcere da innocente per 33 anni. Nella stessa giornata, ad Alghero, lo Studio 222 ospita la versione dal vivo di “Jana’s Storm”, progetto audiovisivo di Liminal e 6zure che esplora il rapporto tra suono, memoria e identità.
La replica di “33 Spreco di tempo” è prevista il 6 novembre allo Spazio Bunker, seguita dall’esibizione del Cuncordu Viadore.
Il 7 novembre la chiusura con “Sa Mesa” e la musica
La giornata conclusiva, sabato 7 novembre, sarà dedicata anche al confronto tra gli operatori culturali. Alle 12, allo Spazio Bunker, è previsto “Sa Mesa”, tavolo di lavoro dedicato alle arti performative in Sardegna, pensato per favorire lo scambio di esperienze e la costruzione di nuove collaborazioni tra artisti e professionisti dello spettacolo.
Alle 18, a S’ALA, il festival si avvia alla conclusione con il live e dj set di Nazar, Valucre e Umarell. Dalla mezzanotte, l’Underclub ospita la serata “Ritmo Culto”, curata da Corrado Podda e Amedeo Inglese.
Con il festival inaugurale, il Centro per il Contemporaneo avvia dunque un percorso che punta a consolidare una rete culturale tra Sassari, Alghero e le altre realtà coinvolte. Un progetto che mette al centro la collaborazione, la sperimentazione e la possibilità di creare nuove occasioni di produzione artistica nel nord della Sardegna.




