Festival a Ossi, ospiti nelle scuole: il caso finisce in Prefettura

Festival a Ossi, ospiti nelle scuole

Il caso delle scuole utilizzate durante il festival a Ossi.

L’utilizzo di alcuni edifici scolastici come spazi per il pernottamento degli ospiti arrivati dall’estero per il festival internazionale “A Manu Tenta” finisce al centro di un esposto presentato dal gruppo consiliare Viviamo Ossi. La minoranza ha chiesto agli organi competenti di verificare l’organizzazione dell’accoglienza e ha sollevato dubbi sul cantiere nella scuola primaria Cugia. Il gruppo consiliare ha trasmesso la segnalazione al Prefetto di Sassari, ai vigili del fuoco, alla Asl, all’Ispettorato del Lavoro, al sindaco di Ossi e alla dirigente scolastica. Secondo quanto riferito da Viviamo Ossi, gli organizzatori avrebbero utilizzato la scuola primaria per ospitare alcuni gruppi folk internazionali e avrebbero adottato la stessa soluzione anche nella scuola dell’infanzia Fancellu.

La situazione nella scuola primaria.

A destare particolare attenzione è soprattutto la situazione della scuola primaria, dove sarebbero in corso lavori di ristrutturazione. La presenza contemporanea di un cantiere e di persone ospitate per la notte viene quindi indicata dalla minoranza come un elemento da sottoporre a verifica, con particolare riferimento alle autorizzazioni, alle condizioni di sicurezza e all’idoneità degli ambienti. “Chi ha autorizzato l’utilizzo delle scuole come dormitori? Quali verifiche sono state effettuate? Chi ha certificato l’idoneità dei locali e chi si è assunto la responsabilità civile e penale di questa decisione?”, domandano i consiglieri di Viviamo Ossi.

Il rispetto delle disposizioni.

L’esposto punta in particolare a chiarire se gli organizzatori abbiano rispettato le disposizioni sulla prevenzione degli incendi, sulle condizioni igienico-sanitarie e sulla sicurezza degli impianti. Tra gli aspetti indicati nella segnalazione figurano anche la disponibilità e l’adeguatezza delle vie di fuga, oltre alla compatibilità tra la presenza degli ospiti e le attività di un cantiere ancora operativo.

L’esistenza di provvedimenti.

Un altro punto sul quale la minoranza chiede risposte riguarda l’eventuale esistenza di provvedimenti formali che abbiano consentito di destinare temporaneamente gli edifici scolastici a una funzione diversa da quella per cui sono normalmente utilizzati: “Le scuole non sono alberghi e non possono diventare dormitori sulla base della convenienza del momento. Accogliere delegazioni internazionali comporta obblighi precisi: non basta mettere a disposizione qualche stanza e sperare che non accada nulla”.

Il gruppo consiliare non ha messo in discussione il festival di Ossi.

Viviamo Ossi precisa di non mettere in discussione il significato culturale della manifestazione, ma contesta le modalità con cui, secondo la ricostruzione fornita, l’organizzazione avrebbe gestito l’ospitalità. Il gruppo consiliare richiama inoltre la presenza sul territorio di strutture ricettive che, a suo giudizio, avrebbero potuto garantire condizioni differenti per l’accoglienza dei partecipanti: “Non si può utilizzare il richiamo alla cultura per giustificare scelte approssimative. Se si invitano gruppi internazionali, bisogna essere in grado di accoglierli in luoghi sicuri, idonei e regolarmente autorizzati. La sicurezza degli ospiti, dei lavoratori e dei cittadini non può essere sacrificata per risparmiare o semplificare l’organizzazione”.

Il gruppo consiliare Viviamo Ossi auspica gli accertamenti del caso.

Ora saranno gli accertamenti degli enti interessati a stabilire se l’utilizzo degli spazi scolastici sia avvenuto nel rispetto delle disposizioni previste e sulla base delle necessarie autorizzazioni. Il gruppo consiliare chiede quindi di fare chiarezza sulla vicenda e di rendere disponibili le eventuali documentazioni. “Se è tutto regolare, l’amministrazione mostri autorizzazioni. Saremo ben felici e attendiamo di vederle”, conclude la nota di Viviamo Ossi.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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