Le celebrazioni del 25 aprile a Porto Torres.
A Porto Torres si è svolta la cerimonia istituzionale per l’81° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, con le celebrazioni del 25 aprile organizzate dal Comune in Piazza Umberto I, nello spazio antistante il Palazzo del Municipio.
Alla commemorazione hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, insieme alle associazioni dei Combattenti e reduci e a numerosi cittadini che hanno preso parte al momento pubblico dedicato alla ricorrenza. La mattinata è stata aperta con l’alzabandiera accompagnato dall’esecuzione dell’inno nazionale, in un contesto di raccoglimento condiviso dalla comunità presente.
Successivamente il sindaco Massimo Mulas, affiancato dalla comandante della Polizia locale Maria Caterina Onida, ha deposto una corona d’alloro ai piedi del Monumento dedicato ai Caduti del Mare. Il gesto ha assunto un significato simbolico di riconoscimento verso tutti coloro che nel 1945 contribuirono alla liberazione del Paese dal regime fascista e dall’occupazione nazista, includendo partigiani, militari e combattenti impegnati su diversi fronti. Il momento è stato accompagnato dalle note del Silenzio, eseguite per sottolineare il raccoglimento in memoria dei caduti.
Nel suo intervento il primo cittadino ha ricordato come il 25 aprile rappresenti una ricorrenza condivisa da chi si riconosce nei valori della democrazia, della libertà e della solidarietà, principi alla base della Costituzione repubblicana e in contrapposizione ai totalitarismi del Novecento e a ogni forma di oppressione contemporanea.
“Il 25 aprile rappresenta la data fondativa della nostra democrazia e la ricomposizione dell’unità nazionale. Una ricorrenza che ci ricorda il sacrificio, grande ed eroico di uomini e donne della Resistenza italiana che hanno versato il loro sangue in combattimento contro un regime oppressivo, determinando così la conquista della democrazia e la libertà di tutti noi. Oggi siamo qui anche per rendere loro il giusto onore – ha affermato il primo cittadino -. Dobbiamo ricordare che il 25 aprile non è solo memoria storica ma anche un’occasione per noi italiani di interrogarci sul significato attuale delle parole libertà, democrazia e resistenza. Concetti che non dovremmo mai perdere e di vista e che, ancora oggi, devono rappresentare un faro delle nostre esistenze di uomini e donne liberi, soprattutto alla luce delle guerre e dei conflitti in atto in diverse parti del mondo. È anche attraverso la Resistenza che oggi siamo un Paese libero che continua a perseguire i valori di libertà e democrazia”.
La parte conclusiva del discorso è stata dedicata dal sindaco alle parole di Piero Calamandrei, richiamate come testimonianza del valore storico e civile della Resistenza e della nascita della Costituzione. Nel suo intervento è stato riportato il seguente passaggio: “Questo è un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
