Sassari celebra Sa Die de sa Sardigna tra memoria e partecipazione

Sa Die de sa Sardigna 2026 Sassari

Le celebrazioni di Sa Die de sa Sardigna a Sassari.

Sassari ha vissuto il 28 aprile una giornata di forte partecipazione collettiva e di rilievo politico e culturale in occasione di Sa Die de sa Sardigna, inserita nel programma Primavere Sarde Sa Die de sa Sardigna dedicato ai 230 anni dall’ingresso in città di Giovanni Maria Angioy. L’iniziativa ha coinvolto in modo diffuso scuole, associazioni e istituzioni, contribuendo a riportare al centro del dibattito pubblico una memoria storica a lungo marginalizzata e oggi oggetto di una rinnovata attenzione condivisa.

L’avvio della giornata ha registrato una risposta ampia da parte della cittadinanza, con una partecipazione significativa alla cerimonia di deposizione della corona di fiori al monumento ai patrioti sardi in Largo don Leonardo Carboni. L’appuntamento ha rappresentato uno dei momenti simbolici del programma e ha segnato un rinnovato interesse verso la storia della Rivoluzione sarda. In quell’occasione il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana Giuseppe Mascia ha proposto una riflessione che ha evitato toni celebrativi e ha posto l’accento sulla complessità della memoria storica, affermando “dobbiamo ricordare che Sassari ha conosciuto anche le forche ed essere consapevoli che è in atto una rimozione di questa parte di storia. Ma la cosa buona di questa festa è che la ripresa dei temi dei moti antifeudali, di Angioy sta avvenendo in modo fecondo, vale a dire grazie a libere associazioni che si uniscono e la stanno facendo riemergere”.

Nel suo intervento il primo cittadino ha riconosciuto il ruolo svolto da diverse realtà associative, tra cui Sa Domo de Totus, S’Arza, Assemblea Natzionale Sarda e Istituto Camillo Bellieni, considerate centrali in un processo di recupero della memoria storica e di ricostruzione di un legame tra nord e sud dell’isola sul piano culturale e civile. Lo stesso Mascia ha inoltre collegato il significato della ricorrenza a una chiave di lettura attuale, sottolineando “naturalmente questa iniziativa intercetta un tema sempre attuale che è quello del colonialismo, comunque lo si voglia intendere. Il colonialismo è il tema dei nostri tempi”. In tale contesto ha richiamato anche un impegno istituzionale già assunto dalla consigliera Maria Giovanna Delrio in occasione dell’inaugurazione del murale realizzato dagli studenti del liceo artistico Figari per il 230 anniversario dell’ingresso di Angioy in città, ribadendo “come città Metropolitana siamo al vostro fianco e prendiamo un impegno che riguarda il lavoro da fare sulla lingua e sulla cultura sarda”.

Un ulteriore elemento centrale della giornata è stato il contributo dell’assessora alla cultura Nicoletta Puggioni, che ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa e la capacità di coinvolgimento delle nuove generazioni, affermando che “sono stati coinvolti i ragazzi, le scuole, facendo diventare questa festa la celebrazione dell’orgoglio contro l’indifferenza”. La presenza degli studenti è stata infatti uno degli aspetti più rilevanti dell’edizione 2026, con un ruolo attivo nella costruzione e nella trasmissione della memoria collettiva.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla consegna delle targhe del progetto In sos logos de Angioy, presentate da Maria Doloredda Lai dell’Istituto Bellieni. Il progetto, sviluppato nel corso di un decennio, ha permesso la ricostruzione dei luoghi della marcia angioyana attraverso sessanta tappe distribuite sull’intero territorio regionale, accessibili tramite Qr Code e disponibili in tre lingue, configurandosi come strumento di divulgazione storica e di promozione del turismo identitario. Per Sassari è stata annunciata una nuova tappa in via Pompeo Calvia, in prossimità del murale realizzato dagli studenti del Liceo Artistico.

Il programma ha registrato una partecipazione costante e numerosa anche nelle iniziative successive. Le visite guidate al Palazzo della Provincia organizzate dal Fai con la guida del professore Cristiano Sabino hanno raggiunto il tutto esaurito nelle due sessioni previste. Grande affluenza anche al convegno intitolato 1796-2026 Sassari tzitade rivolutzionaria, ospitato nella Sala Angioy del Palazzo della Provincia, che ha visto la partecipazione di Cristiano Sabino, della saggista e scrittrice Adriana Valenti Sabouret e degli storici Omar Onnis e Federico Francioni. L’incontro ha confermato l’interesse crescente verso una rilettura della storia cittadina come elemento centrale delle dinamiche rivoluzionarie in ambito sardo.

La giornata ha raggiunto il suo momento culminante tra pomeriggio e sera, quando il centro cittadino è stato attraversato da una rappresentazione itinerante curata dal Teatro S’Arza diretto da Romano Foddai. L’evento ha coinvolto un pubblico numeroso e si è sviluppato lungo le vie della città con il contributo del coro degli Amici del Canto Sardo e del gruppo di ballo Monte Alma, proponendo una narrazione scenica della storia angioyana resa accessibile e partecipata.

La chiusura delle celebrazioni si è svolta negli spazi di Sa Domo de Totus con il concerto di Andrea Andrillo, confermando il ruolo del luogo come punto di riferimento per la vita culturale e politica cittadina e completando una giornata che ha intrecciato memoria storica, partecipazione civica e produzione culturale contemporanea.

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