A Sassari Donare è Vita il concorso ADMOS al Canopoleno
Presso il Convitto Nazionale Canopoleno, si è tenuta la premiazione del concorso promosso da ADMOS Sassari. Un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di circa 200 studenti delle scuole primarie e secondarie. Attraverso lavori creativi dal profondo impatto umano, i ragazzi hanno interpretato il valore della donazione davanti a una platea composta da istituzioni, famiglie e professionisti della sanità.
L’intervento dell’arcivescovo.
L’arcivescovo di Sassari, Francesco Antonio Soddu, interviene con una riflessione chiara sul valore umano della donazione: “La donazione è la traduzione pratica del concetto di ‘prossimo’. Non è solo un atto medico, ma un dono di sé che supera ogni barriera. Vedere questi bambini così coinvolti ci ricorda che la vita è un bene circolare: ciò che doniamo non lo perdiamo, ma lo moltiplichiamo.”
Carla Fundoni, presidente della Commissione regionale Sanità, rafforza il messaggio con un taglio istituzionale: “Momenti come questo rappresentano la forma più alta di prevenzione e programmazione sanitaria. Sensibilizzare i giovanissimi significa costruire oggi la rete di donatori di domani. La politica ha il compito di sostenere queste iniziative perché la salute pubblica non si garantisce solo con le macchine, ma con la solidarietà umana e la consapevolezza che ogni nuovo iscritto al registro è una speranza concreta di vita per chi attende un trapianto.”
Impegno civile sulla donazione del midollo osseo
ADMOS e Convitto Canopoleno costruiscono una rete educativa che trasforma la scuola in laboratorio di cittadinanza attiva. Il rettore Stefano Manca sottolinea il ruolo formativo dell’istituto: “Accogliere questa iniziativa è per noi un dovere morale e formativo. La scuola non deve solo istruire, ma educare alla sensibilità e al senso civico. Vedere i nostri ragazzi rielaborare un tema così complesso con tale delicatezza ci rende orgogliosi: sono loro i semi di una comunità più consapevole e solidale.”
La presidente ADMOS, Carolina Podestà, entra nel cuore del tema sanitario e informativo: “La nostra missione è informare: la compatibilità genetica per un trapianto è rarissima, 1 su 100.000. Per questo è fondamentale allargare il registro dei donatori. Oggi, grazie ai bambini e ai loro lavori, abbiamo lanciato un messaggio di speranza potentissimo. Donare il midollo non comporta rischi, ma permette di salvare una vita umana.” La mattinata coinvolge numerosi istituti del territorio, tra cui Scuola Pertini-Biasi, San Donato, Canopoleno, Comprensivo di Thiesi e Comprensivo di Monte Rosello. Ogni scuola contribuisce con elaborati e riflessioni che rafforzano il messaggio centrale: la donazione del midollo osseo come gesto di vita. La partecipazione collettiva trasforma il concorso in un momento di comunità. A chiusura dell’evento, un rinfresco offerto dal supermercato Conad di via Gramsci celebra i ragazzi e il loro impegno. La giornata lascia un segno chiaro: la donazione del midollo osseo nasce dalla conoscenza, cresce nella scuola e si traduce in speranza concreta per chi attende un “match” capace di cambiare una vita.
