Sassari, stop alla mozione per intitolare un parco Norma Cossetto

Stop all’intitolazione del parco a Norma Cossetto a Sassari.

Consiglio comunale acceso a Sassari per la mozione presentata dal consigliere di minoranza Pietro Pedoni (Fdi) per intitolare il parco di via Marginesu a Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa durante la Guerra e insignita della medaglia d’oro al Merito civile. La proposta ha acceso un confronto profondo su memoria storica, toponomastica e identità civile, culminato con il voto finale contrario del Consiglio.

Gli interventi.

Tra i primi interventi quello del consigliere Nicola Lucchi, che ha impostato il suo ragionamento sul valore politico e istituzionale della toponomastica. “Noi abbiamo comunque una responsabilità anche attraverso i nomi delle strade”, ha affermato, sottolineando come le intitolazioni non siano mai atti neutri ma scelte che incidono sulla memoria collettiva e sull’identità della comunità.

Lucchi ha quindi invitato il Consiglio a non sottrarsi a questa responsabilità, definendo il tema “più grande di quello che sembra” e sostenendo la necessità di riconoscere pubblicamente figure storiche significative, al di là delle contrapposizioni contingenti.

La maggioranza cerca una sintesi.

Nel corso del dibattito, la consigliera Melania Delogu ha invitato l’aula a riflettere sul ruolo pubblico delle intitolazioni, sostenendo che la figura di Cossetto sia stata nel tempo “caricata di significati politici parziali e divisivi”. Da qui la proposta di ampliare il riconoscimento anche alle vittime civili di tutte le guerre.

Sulla stessa linea il consigliere Walter Pani, che ha richiamato la necessità di distinguere i diversi livelli del confronto: la violenza contro le donne, la memoria storica e la funzione simbolica della toponomastica. Secondo Pani, “i temi non sono sovrapponibili” e il Consiglio avrebbe dovuto cercare una sintesi condivisa.

La consigliera Fois ha individuato nella “violenza cieca delle guerre” un possibile terreno comune, mentre il consigliere Cadeddu ha attaccato frontalmente i contrari alla mozione chiedendo provocatoriamente: “Chi ha paura di Norma Cossetto?”.

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Antonio Sassu, che ha richiamato i valori dell’antifascismo e della Resistenza, invitando l’aula a uno sforzo comune per superare le contrapposizioni ideologiche. Nel finale il sindaco Giuseppe Mascia ha chiesto di evitare che il tema della memoria storica si trasformi in uno scontro permanente. Dopo un confronto lungo e acceso, la mozione è stata respinta dal Consiglio comunale, segnando una delle votazioni più divisive della seduta.

Chi era Norma Cossetto.

Norma Cossetto era una studentessa istriana di 23 anni uccisa dai partigiani jugoslavi nell’ottobre del 1943. Figlia di un dirigente locale del Partito Fascista, fu sequestrata a fine settembre. Secondo le ricostruzioni storiche e le testimonianze dell’epoca, venne tenuta prigioniera dove subì torture. Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre, fu portata presso la foiba di Villa Surani e vi fu gettata, probabilmente ancora viva, insieme ad altri prigionieri. Il suo corpo fu recuperato dai Vigili del Fuoco di Pola pochi mesi dopo, nel dicembre dello stesso anno.

Nonostante il contesto politico del dopoguerra avesse inizialmente messo in ombra la vicenda, la sua figura è tornata al centro della memoria collettiva italiana negli ultimi decenni. Nel 1949 l’Università di Padova le conferì la laurea “ad honorem” e nel 2005 il Presidente Carlo Azeglio Ciampi le assegnò la Medaglia d’oro al merito civile. È diventata uno dei simboli più noti della tragedia delle foibe e delle violenze subite dalla popolazione italiana in Istria e Dalmazia.

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