A Sassari il Comune sblocca cantieri dell’era di Sanna e Pigliaru

ex casotto daziario sassari

A Sassari prendono forma cantiere con più di dieci anni di gestazione

Ci sono voluti più di dieci anni, ma a Sassari stanno prendendo forma cantieri che risalgono all’era di Sanna e Pigliaru. Sono i lavori previsti nell’ambito dell’Iti Sassari Storica, che si dovranno chiudere nela primavera del 2028. Un investimento da circa 2,5 milioni di euro per valorizzare i Candelieri e rilanciare il quartiere di San Donato. Il progetto riguarda il percorso culturale e museale “La Festa dei Candelieri” e prevede il recupero della Frumentaria, dell’ex Casotto daziario e dell’ex scuola di Sant’Apollinare.

Un iter partito nel 2015

I fondi erano stati assegnati all’ItI nell’ambito dell’accordo siglato nel maggio 2015 dall’allora sindaco di Sassari Nicola Sanna e dal presidente della Regione Francesco Pigliaru. Dopo anni, l’intervento entra ora nella fase di attuazione con l’obiettivo di restituire nuovi spazi e nuove funzioni a una parte del centro storico, mettendo al centro la tradizione dei Candelieri e il ruolo dei Gremi e dell’Intergremio. Alla Frumentaria il progetto prevede il collegamento tra i due piani, oggi separati, con un unico ingresso principale. Saranno inoltre riorganizzati gli spazi del piano terra, recuperati gli ambienti su via Rosello e realizzato un ascensore interno. L’ex Casotto daziario e l’ex scuola di Sant’Apollinare saranno invece destinati ad attività didattiche e formative.

“È un altro segno tangibile dell’impegno ad accompagnare la città verso una nuova fase, chiudendo partite rimaste aperte per troppo tempo”, dice il sindaco Giuseppe Mascia. Per Mascia si tratta di un esempio di “continuità amministrativa ragionata”. “Non si amministra smontando i processi in atto, ma completando le tante incompiute”.

L'autore

Sono cresciuto tra Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Italia quando ancora si stava tutti per strada a vivere la città ed era bello salutarsi e raccontarsi per ore. Mi è sempre piaciuto scrivere, ma sono arrivato al giornalismo tardi. Non per questo mi dedico a raccontare Sassari con meno passione e voglia di dare un contributo vero.

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