Scorte di sangue in calo a Sassari e in Sardegna, l’appello dell’Avis

Donazione sangue

L’invito dell’Avis Sardegna a donare il sangue.

L’estate torna a mettere sotto pressione il sistema trasfusionale della Sardegna. Con l’aumento della popolazione legato alla presenza dei turisti, la maggiore frequenza degli interventi chirurgici e degli incidenti e le necessità dei pazienti che hanno bisogno di trasfusioni periodiche, la domanda di sangue cresce proprio nel periodo dell’anno in cui le donazioni tendono fisiologicamente a diminuire. L’isola continua inoltre a essere lontana dall’autosufficienza. Ogni anno il fabbisogno complessivo si aggira tra le 105 e le 110mila unità, mentre la raccolta effettuata sul territorio regionale si ferma indicativamente tra le 78 e le 85 mila sacche. Una differenza che deve essere compensata attraverso l’arrivo di sangue da altre regioni italiane, con approvvigionamenti che non sempre riescono a essere tempestivi rispetto alle necessità degli ospedali.

È in questo scenario che l’Avis regionale Sardegna, insieme alle strutture provinciali e alle sezioni comunali, rinnova l’invito alla popolazione a non interrompere le donazioni durante i mesi estivi. L’obiettivo è mantenere alta la raccolta e garantire la disponibilità necessaria sia per le emergenze sia per assicurare la continuità delle terapie.

Le parole del presidente regionale dell’Avis Sardegna.

“Gli ospedali della Sardegna sono in sofferenza, manca il sangue. In queste settimane stiamo registrando una carenza diffusa di sacche che rischia di compromettere le terapie per i pazienti cronici e le emergenze. Chiediamo con forza ai nostri preziosi donatori di non interrompere la loro abitudine e invitiamo chi non ha mai donato a compiere questo gesto di straordinaria solidarietà. Ogni singola donazione è fondamentale. Per raggiungere l’autosufficienza abbiamo bisogno di tutti: venite a donare, c’è davvero necessità”, afferma il presidente regionale dell’Avis, Vincenzo Dore.

Problemi anche nel sud Sardegna.

La situazione riguarda anche il sud dell’isola. Il presidente dell’Avis provinciale Cagliari, Nicola Ondradu, evidenzia le difficoltà nella raccolta e la necessità di assicurare le trasfusioni ai pazienti che ne hanno bisogno: “La situazione è critica anche nel sud dell’Isola. Mancano le sacche e dobbiamo garantire continuità alle terapie e alle emergenze. Continuare a donare, anche in questo periodo, è essenziale. L’Avis di Cagliari e le sezioni comunali sono al lavoro quotidiano per raccogliere ogni unità possibile. Un appello particolare ai giovani e a chi non ha ancora fatto questo gesto: il sangue non si fabbrica in laboratorio, si dona”.

La pressione sul sistema aumenta in particolare durante la stagione turistica.

La presenza di un numero maggiore di persone sull’isola comporta infatti anche un incremento delle esigenze sanitarie, mentre il periodo estivo coincide con una riduzione delle donazioni legata alle partenze e agli spostamenti. Un quadro evidenziato anche dal presidente dell’Avis provinciale Sassari, Antonio Dettori, che richiama l’attenzione sulle diverse necessità che devono essere affrontate quotidianamente dalle strutture sanitarie: “Durante l’estate aumenta la popolazione per il turismo e quindi crescono le patologie, gli incidenti stradali e gli interventi chirurgici. La maggiore richiesta di sangue determina difficoltà a garantire le terapie trasfusionali nei tempi necessari ai pazienti cronici, come i talassemici e gli oncologici. Donare è un gesto semplice, sicuro e salvavita. La nostra rete è pronta: le sedi e le autoemoteche sono operative. Contiamo sulla generosità dei cittadini e dei turisti presenti sull’isola”.

L’invito a donare il sangue.

Tra le persone maggiormente interessate dalla disponibilità di sangue ci sono i pazienti che necessitano di trasfusioni periodiche, compresi quelli affetti da talassemia, oltre alle persone sottoposte a trattamenti oncologici e ai pazienti che arrivano negli ospedali in seguito a traumi o che devono affrontare interventi chirurgici. Per l’Avis, dunque, la necessità di mantenere costante il numero delle donazioni riguarda sia chi è già donatore sia chi non ha mai compiuto questo gesto. L’associazione ricorda che possono donare le persone tra i 18 e i 65 anni, con un peso non inferiore ai 50 chilogrammi e in buone condizioni di salute. La procedura richiede un tempo limitato e viene effettuata secondo i protocolli previsti per garantire la sicurezza del donatore.

L'autore

Nato a Sassari e cresciuto a Sorso, giornalista pubblicista, mi occupo soprattutto di cronaca, attualità e politica. Mi piace raccontare quello che succede in provincia di Sassari e in Sardegna, approfondendo le notizie anche reportage e inchieste. Tra le mie passioni ci sono il fenomeno dei terremoti e il mondo dell’emergenza. Nel tempo libero sono anche un soccorritore del 118, esperienza che mi ha insegnato molto sul valore dell’aiuto agli altri.

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