Manifestazione ad Alghero: “I sionisti israeliani non li vogliamo”

Manifestazione ad Alghero

La manifestazione ad Alghero.

“I sionisti israeliani non li vogliamo”. Con questo messaggio si è svolto il 6 giugno in piazza Porta Terra, ad Alghero, un presidio pubblico che ha richiamato associazioni, rappresentanti politici e cittadini. L’iniziativa ha acceso il dibattito sul conflitto in Medio Oriente e sul rapporto tra turismo, guerra e responsabilità politiche.

L’appuntamento si è tenuto nel cuore della città e ha visto la partecipazione di diverse realtà associative impegnate nel sociale e nella cooperazione internazionale. Al centro degli interventi la richiesta di pace, il sostegno alla popolazione civile coinvolta nel conflitto e la volontà di distinguere tra le responsabilità dei governi e quelle dei singoli cittadini.

Le associazioni contro la presenza degli israeliani in vacanza.

Tra i partecipanti è intervenuto Gianluigi Pirovano, presente per Asce, Associazione Sarda Contro l’Emarginazione. Nel suo intervento ha spiegato il significato della presenza dell’associazione al presidio: “Sono qui per Asce, Associazione Sarda Contro l’Emarginazione o per dirla in positivo, Associazione Sarda Per l’Inclusione“.

Pirovano ha richiamato la necessità di mantenere una distinzione tra le persone e le decisioni dei governi. “Oggi, di fronte a persone israeliane in vacanza ad Alghero e in Sardegna, l’emozione difficile, ma importante, è quella di lavorare a distinguere fra il valore assoluto delle persone e quanto di tremendo loro e il loro governo fanno“. Nel passaggio centrale del suo discorso ha affermato: “Sappiamo che c’è un governo di Israele che afferma di volere la distruzione del popolo palestinese. E sbaglia”. E ancora: “Sappiamo che ci sono componenti palestinesi che affermano di volere la distruzione dello Stato di Israele. E sbagliano”.

Il rappresentante di Asce ha quindi ribadito la posizione dell’associazione: “Asce, Associazione Sarda Contro l’Emarginazione o Associazione Sarda Per l’Inclusione sa che soltanto nel rispetto del diritto di ogni gruppo sociale, di ogni popolazione, alla terra, alla casa, al lavoro, c’è possibilità di pace”.

Il suo intervento si è concluso con un appello al dialogo e alla fine dei conflitti: “Siamo qui come Asce per dire alle persone israeliane in Sardegna, al governo israeliano, al governo palestinese di abbandonare le armi e lavorare ad un accordo che riconosca a tutti terra, casa, lavoro! E lo stesso ripetiamo per tutti i conflitti armati, e sono tanti, che in questo momento insanguinano la nostra Madre Terra”.

“I sionisti israeliani non li vogliamo in vacanza”

Alla manifestazione hanno preso parte anche esponenti delle istituzioni locali e regionali. Il consigliere comunale algherese di Europa Verde, Gian Pietro Moro, ha annunciato possibili iniziative in Consiglio comunale dopo il presidio: “Sarà nostro compito presentare un’ordine del giorno appropriato dopo questo evento”.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Valdo Di Nolfo, eletto nella lista civica Uniti per Alessandra Todde. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sui collegamenti aerei tra Israele e la Sardegna: “Oggi l’aeroporto di Olbia non fa atterrare i charter da Tel Aviv. Però atterrano a Cagliari. Un aeroporto in cui la Regione Sardegna ha lo 0,7%, cioè non ha praticamente nulla di partecipata pubblica societaria”. Di Nolfo ha poi spiegato il significato della sua presenza alla manifestazione: “Il mio intervento è fatto per ribadire che questa è una terra di pace e non è una terra che si vuole ricordare come luogo delle vacanze dei militari israeliani con le mani sporche di sangue”.

L’iniziativa di piazza Porta Terra si è svolta in un clima pacifico e senza tensioni. Ad Alghero il confronto resta aperto e il dibattito, dopo la manifestazione del 6 giugno, è destinato a proseguire anche nelle sedi istituzionali.

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