Prostata ingrossata, i consigli dell’urologo dottor Pippia

Dottor Matteo Pippia, urologo Sassari

Parla l’urologo di Sassari dottor Matteo Pippia.

L’ipertrofia prostatica benigna è una delle patologie urologiche più diffuse tra gli uomini sopra i 50 anni e rappresenta una condizione legata all’ingrossamento della ghiandola prostatica. Può incidere in modo significativo sulla qualità della vita, soprattutto per i disturbi urinari che comporta.

A spiegarne i principali aspetti è il dottor Matteo Pippia, specialista in urologia, che inquadra la patologia come un processo progressivo e strettamente legato all’età: “L’ipertrofia prostatica benigna è un aumento del volume della prostata che tende a svilupparsi con il passare degli anni. Questo ingrossamento può comprimere l’uretra e ostacolare il normale deflusso dell’urina”.

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile situata sotto la vescica e attraversata dal primo tratto dell’uretra. Quando aumenta di volume, anche in modo graduale, può determinare sintomi urinari di varia intensità. I più comuni sono la difficoltà a iniziare la minzione, il getto urinario debole, la necessità di urinare frequentemente, soprattutto durante la notte, e la sensazione di svuotamento incompleto della vescica.

Secondo lo specialista, si tratta di una condizione estremamente frequente con l’avanzare dell’età. In molti casi i sintomi restano lievi per anni, mentre in altri possono peggiorare progressivamente fino a richiedere un intervento terapeutico.

“La diagnosi precoce è fondamentale – sottolinea ancora il dottor Pippia -. Bastano una visita urologica e alcuni esami mirati per inquadrare la situazione e scegliere il trattamento più adatto al paziente, che può essere farmacologico o, nei casi più avanzati, chirurgico”.

Le terapie disponibili hanno l’obiettivo di migliorare il flusso urinario e ridurre i sintomi, evitando complicanze come infezioni ricorrenti o ritenzione urinaria. L’approccio viene sempre personalizzato in base all’età del paziente, alla gravità dei disturbi e alle condizioni generali di salute.

Lo specialista ricorda infine l’importanza di non sottovalutare i primi segnali, come l’aumento della frequenza urinaria notturna o la difficoltà a urinare, che spesso rappresentano i primi campanelli d’allarme di una patologia molto diffusa ma gestibile se affrontata per tempo.

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