Piano Città ad Alghero, la Giunta avvia la ricognizione degli immobili pubblici

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Il Piano Città ad Alghero entra nella fase istruttoria.

La Giunta di Alghero ha dato indirizzo agli uffici per avviare il percorso verso il Piano Città degli immobili pubblici. Il passaggio apre la fase tecnico-amministrativa che dovrà precedere la sottoscrizione di un protocollo con l’Agenzia del Demanio e gli altri enti coinvolti.

Il Piano Città ad Alghero non è quindi ancora approvato in via definitiva. La decisione della Giunta mette invece in moto la ricognizione del patrimonio pubblico da valutare e inserire nel futuro accordo.

Lo strumento promosso dall’Agenzia del Demanio punta a coordinare il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati. Il protocollo dovrà costruire una strategia comune tra Comune, Regione, Città Metropolitana ed eventuali altri soggetti pubblici interessati.

Gli immobili da valutare.

Tra le aree indicate come possibili oggetti di approfondimento figurano Surigheddu e Mamuntanas, il Palazzo dei Congressi e alcuni beni dismessi di Fertilia. Il percorso potrà riguardare anche altre aree pubbliche delle zone di bonifica.

Al momento, però, non risulta definito un elenco definitivo degli immobili da inserire nel Piano. Proprio la ricognizione avviata dovrà chiarire quali beni entreranno nel portafoglio e con quali possibili funzioni.

Il commento di Fratelli d’Italia.

Fratelli d’Italia accoglie positivamente il nuovo indirizzo della Giunta e lo considera coerente con la proposta avanzata dal gruppo consiliare ad aprile.

Il 14 aprile il capogruppo Alessandro Cocco aveva annunciato il deposito di un ordine del giorno per chiedere l’avvio del Piano Città ad Alghero. La proposta indicava anche un primo gruppo di immobili pubblici da prendere in considerazione.

Pochi giorni dopo, il Comune aveva reso noto un incontro a Roma con l’Agenzia del Demanio. In quella occasione l’amministrazione aveva precisato che il confronto sullo strumento era già iniziato nei mesi precedenti, anche nell’ambito dei lavori dell’Anci.

FdI chiede ora di accelerare sulla definizione del portafoglio degli immobili, sulle funzioni da assegnare ai beni e sulla stima dei fabbisogni. Il gruppo sollecita anche il coinvolgimento della Regione, dell’Università e degli altri enti pubblici interessati.

Tra i beni richiamati dal partito compare l’ex Ostello di Fertilia, che secondo FdI dovrebbe rientrare in una cornice complessiva e non in interventi isolati. Cocco chiede infine tempi chiari, atti concreti e un’istruttoria amministrativa capace di collegare ogni immobile a una funzione precisa.

L'autore

Giornalista pubblicista, arbitro dell'AIA di calcio e calcio a 5, attivista, appassionato di sport, politica, astronomia, natura e cultura.

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