Sicurezza e arte, “Passi Sicuri” si racconta all’aeroporto di Alghero

Passi Sicuri Alghero

Il progetto “Passi Sicuri” ad Alghero.

Un percorso educativo e creativo che ha coinvolto centinaia di studenti e l’intera comunità cittadina ha trovato la sua sintesi pubblica negli spazi della Main Hall dell’aeroporto di Alghero, dove il progetto “Passi Sicuri” è stato restituito alla città attraverso racconti, immagini e testimonianze dei protagonisti. L’iniziativa evidenzato un lavoro articolato che, partendo da semplici elaborati grafici realizzati dai bambini, si è progressivamente trasformato in un intervento concreto sul tessuto urbano.

Circa 350 alunne e alunni dei tre istituti comprensivi cittadini sono stati coinvolti insieme a insegnanti, istituzioni, professionisti e realtà del territorio in un’esperienza che ha intrecciato educazione stradale, partecipazione civica e creatività. Il momento conclusivo ha rappresentato un’occasione di confronto in cui sono stati illustrati i passaggi fondamentali del progetto, dalle prime fasi di ideazione fino alla realizzazione degli attraversamenti pedonali artistici che oggi caratterizzano alcune aree della città.

All’incontro hanno preso parte, anche attraverso collegamenti video, rappresentanti istituzionali e figure coinvolte nel percorso, tra cui il direttore regionale Inail Gian Franco Mariano Spanu, la responsabile della prevenzione Inail Sardegna Sara Ruggiu, il sindaco Raimondo Cacciotto e diversi esponenti dell’amministrazione comunale e degli enti partner. Presenti anche i dirigenti scolastici degli istituti coinvolti e i promotori dell’iniziativa, Elia Cossu e Maria Luisa Perazzona dell’associazione Itinerandia. L’apertura è stata affidata al saluto di Luisa Alivesi per SoGeAl, che ha portato anche il contributo dell’amministratore delegato Silvio Pippobello.

Alla base del progetto vi è l’idea che gli spazi quotidiani, spesso attraversati senza particolare attenzione, possano diventare luoghi di apprendimento e consapevolezza. Da questo presupposto ha preso forma un percorso che ha portato gli studenti a osservare criticamente la città, analizzando le criticità legate alla sicurezza nei tragitti casa scuola e proponendo soluzioni attraverso attività laboratoriali e momenti di confronto.

L’iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno di Inail Sardegna e del Comune di Alghero, con la collaborazione dell’Automobile Club Sassari, segnando anche un passaggio significativo per l’ente assicurativo che per la prima volta ha supportato un progetto promosso da un’associazione culturale. Il racconto visivo dell’esperienza è stato curato da Beatrice Cirroni, contribuendo a documentare le diverse fasi del lavoro.

Il percorso si è sviluppato attraverso attività che hanno coinvolto 18 classi tra scuole primarie e secondarie di primo grado, articolandosi in momenti di analisi, progettazione partecipata e realizzazione concreta. Un ruolo rilevante è stato svolto dalla Polizia Municipale di Alghero, dall’Aci Sassari e dall’amministrazione comunale, impegnati negli incontri formativi insieme al supporto pedagogico di Monia Satta. Le attività hanno privilegiato il dialogo e la partecipazione attiva, favorendo nei più giovani una maggiore consapevolezza delle regole e dei comportamenti legati alla sicurezza stradale.

Accanto all’aspetto educativo, il progetto ha valorizzato la dimensione artistica come strumento di trasformazione dello spazio urbano. Gli studenti hanno ideato nuovi segni per la città attraverso laboratori curati da Gianfranco Setzu, dando forma a elaborati che sono stati successivamente tradotti in interventi reali. La supervisione tecnica è stata affidata all’architetto Raimondo Chessa, mentre la realizzazione degli attraversamenti pedonali è stata curata dalla street artist Elena Muresu.

Il risultato è un insieme di opere che uniscono funzionalità e valore estetico, contribuendo a rendere più riconoscibili e condivisi gli spazi urbani. L’esperienza ha dimostrato come la sicurezza stradale possa essere affrontata anche attraverso linguaggi diversi, capaci di coinvolgere attivamente la comunità e di rafforzare il senso di appartenenza. La restituzione pubblica all’aeroporto ha rappresentato il momento conclusivo di un progetto che ha messo in relazione istituzioni, scuola e cittadini, evidenziando un modello di collaborazione orientato alla crescita collettiva e alla cura degli spazi comuni.

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