Polemiche sulla Roccia dell’Elefante a Castelsardo, parla il sindaco

Roccia dell'Elefante Castelsardo

Le polemiche sulla Roccia dell’Elefante a Castelsardo.

In merito alle osservazioni relative a una presunta inerzia sul sito Unesco della Roccia dell’Elefante, il Comune di Castelsardo interviene per chiarire la propria posizione e ricostruire lo stato delle attività in corso. Secondo quanto riferito dall’amministrazione, l’ordinanza sindacale numero 7 del 27 maggio 2026 risulta attualmente vigente e l’area del monumento resta interdetta al pubblico, perimetrata e adeguatamente segnalata, con la vigilanza affidata alla Polizia locale in attuazione delle indicazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha evidenziato la presenza di un quadro fessurativo che richiede particolare attenzione.

“L’ordinanza sindacale numero 7 del 27 maggio 2026 è vigente. L’area del monumento è interdetta al pubblico, perimetrata e adeguatamente segnalata; la Polizia locale assicura la vigilanza, in attuazione della nota della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha rilevato un quadro fessurativo meritevole di particolare attenzione. Il puntellamento non è un intervento ordinario, ma un’opera provvisionale complessa su roccia vulcanica con dissesti attivi; deve pertanto essere progettato nel rispetto, e con il supporto, della Soprintendenza e della Direzione Regionale Musei”, afferma il sindaco Maria Lucia Tirotto.

Secondo il Comune, gli uffici tecnici hanno acquisito la documentazione relativa agli esiti del monitoraggio lo scorso 25 giugno e stanno completando ulteriori verifiche integrative necessarie alla definizione del progetto di intervento. L’attività in corso riguarda anche la valutazione di soluzioni tecniche compatibili con la natura del bene e la predisposizione degli atti per un eventuale affidamento in urgenza a operatori specializzati nella gestione di fronti rocciosi e manufatti lapidei.

“Interventi frettolosi e non progettati potrebbero aggravare le lesioni e compromettere la sicurezza – rimarca il primo cittadino -. In merito ai finanziamenti, le risorse previste per la Roccia dell’Elefante sono destinate a interventi di valorizzazione e non alla messa in sicurezza emergenziale. Parte delle attività si coordinava con gli interventi Anas per lo spostamento a monte della strada statale 134, finalizzati ad allontanare il traffico dal monumento. Confondere le linee di spesa per la valorizzazione con le opere provvisionali di sicurezza offre ai cittadini una rappresentazione incompleta e fuorviante della realtà amministrativa”.

Il Comune precisa inoltre che le progettazioni relative agli interventi di valorizzazione seguono iter autorizzativi specifici legati ai beni culturali e non risultano utilizzabili in modo discrezionale per finalità differenti. In questo quadro, viene riferito che la progettazione collegata alla ex rete metropolitana è stata completata e che i lavori risultano già affidati e consegnati, mentre il progetto di competenza comunale prosegue il proprio iter secondo le procedure di tutela e le necessarie autorizzazioni.

Il sindaco ha poi aggiunto una considerazione sul rapporto tra tempi amministrativi e procedure di tutela: “L’amministrazione sta accelerando ogni fase compatibile con la tutela del bene e con la legalità amministrativa: scambiare i tempi tecnici necessari per inerzia è fuorviante. È singolare che l’attuale opposizione, nella quale siedono anche il sindaco e il vicesindaco della precedente amministrazione rimasta in carica fino al giugno 2024, scelga oggi di rappresentare come inerzia amministrativa ciò che è, invece, il rigoroso rispetto delle procedure imposte dalla normativa di tutela dei beni culturali. Sebbene non formalmente documentate, le criticità della Roccia dell’Elefante e la necessità di monitorarla erano note da tempo. Nel 2024, al momento del nostro insediamento la Roccia versava in condizioni di assoluta incuria e in completo stato di abbandono, delimitata da una rete da cantiere scolorita che stazionava lì da anni. Oggi, anziché cedere a facili polemiche, si sta finalmente intervenendo con la dovuta responsabilità istituzionale”.

Nel frattempo è stato attivato un tavolo tecnico con la Soprintendenza per definire modalità e tempi del puntellamento provvisorio e dei successivi interventi di restauro, per i quali sarà necessario reperire ulteriori risorse. Il Comune riferisce inoltre di aver ottenuto, attraverso interlocuzioni con Anas, lo spostamento di un cartello stradale che limitava la visuale del monumento, intervento eseguito dall’impresa incaricata nel rispetto delle norme di sicurezza stradale. Nell’area sottoposta a interdizione, infine, non sono consentiti stazionamenti e la Polizia locale è incaricata dei controlli e degli eventuali allontanamenti.

L’amministrazione comunale respinge ogni interpretazione che, a suo giudizio, possa risultare parziale o generare allarmismi, ribadendo che la sicurezza delle persone e la tutela della Roccia dell’Elefante restano centrali nell’azione amministrativa. Secondo quanto sottolineato dal Comune, gli interventi in corso seguono le procedure previste e sono coordinati con gli enti competenti, con l’obiettivo di garantire soluzioni strutturate e conformi alle normative di tutela del bene culturale.

L'autore

Nato a Sassari e cresciuto a Sorso, giornalista pubblicista, mi occupo soprattutto di cronaca, attualità e politica. Mi piace raccontare quello che succede in provincia di Sassari e in Sardegna, approfondendo le notizie anche reportage e inchieste. Tra le mie passioni ci sono il fenomeno dei terremoti e il mondo dell’emergenza. Nel tempo libero sono anche un soccorritore del 118, esperienza che mi ha insegnato molto sul valore dell’aiuto agli altri.

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