Cospito, confermato il 41-bis: rinnovato il carcere duro a Sassari

alfredo cospito

Alfredo Cospito resta in regime del 41-bis a Sassari.

Il Ministero della Giustizia ha confermato il regime di carcere duro per Alfredo Cospito. E’ stato rinnovato dunque il provvedimento del 41 bis attualmente in vigore a Bancali, Sassari. La decisione, ufficializzata con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 4 maggio, è stata già comunicata al legale dell’anarchico, l’avvocato Flavio Rossi Albertini.

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Recentemente la posizione del detenuto è stata al centro di ulteriori frizioni riguardanti la vita quotidiana all’interno della struttura, in particolare per quanto concerne l’accesso a materiale culturale. Sebbene il tribunale di sorveglianza avesse inizialmente autorizzato la consegna di alcuni testi e supporti audio, l’amministrazione carceraria, il Dap e lo stesso Ministero hanno scelto di impugnare tale concessione ricorrendo in Cassazione. Tra gli oggetti della disputa figurano opere letterarie di saggistica e narrativa, come il volume scientifico di Giuseppe Mussardo e i romanzi di Shirley Jackson e Peter Straub, oltre a un disco musicale delle Lambrini Girls, tutti beni al momento negati in attesa del pronunciamento definitivo.

La storia di Cospito.

Cospito si trova in carcere dal 2012, ma il suo caso è diventato un acceso tema di dibattito politico e giuridico negli ultimi anni. Le polemiche sono esplose a causa del regime detentivo a cui è sottoposto e della sua protesta estrema. L’uomo è stato condannato per due atti di violenza politica rivendicati nell’ambito della lotta anarchica insurrezionalista.

Nel 2012 ha ferito alle gambe con colpi di pistola Roberto Adinolfi, allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare. Nel 2006 ha posizionato due ordigni esplosivi presso la Scuola Allievi Carabinieri di Fossano. Sebbene le bombe di Fossano non abbiano causato né morti né feriti, per la magistratura è “strage contro la sicurezza dello Stato”. Una fattispecie giuridica gravissima che, unita alla sua attività di coordinamento organizzativo, ha portato alla sua condanna all’ergastolo e all’applicazione del regime di 41-bis.

Il Ministero della Giustizia ha confermato quindi il regime di carcere duro sulla base della persistente pericolosità sociale del detenuto. Ma anche per la sua capacità di mantenere una leadership ideologica e operativa. Secondo le relazioni degli apparati di sicurezza, il regime di 41-bis è l’unico strumento in grado di recidere i legami tra il leader della FAI (Federazione Anarchica Informale) e i gruppi esterni.

Nonostante la detenzione, Cospito avrebbe infatti continuato a inviare messaggi di incitamento alla lotta armata attraverso scritti e corrispondenza, venendo considerato un punto di riferimento fondamentale per la pianificazione di azioni dirette contro le istituzioni. Per i giudici, il rischio che l’anarchico possa continuare a orientare dal carcere strategie e obiettivi degli insorti giustifica l’applicazione della misura, nata per la mafia ma estesa in questo caso alla prevenzione del terrorismo.

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