Il comico ligure di origini maddalenine in Sardegna per due spettacoli
A Sassari e Cagliari in scena con “(In)grato”, un monologo di Antonio Ornano, comico ligure di origini maddalenine. I testi scritto assieme a Matteo Monforte, Simone Repetto e Carlo Turati, sono una riflessione sulle troppe “ricette per la felicità” e sull’esigenza di “mostrare quanto siamo grati alla vita per i doni ricevuti”. Ornano va in scena con la regia di Alessandro Nidi (produzione Epoché ArtEventi).
I due spettacoli
Lunedì 26 ottobre la prima tappa a Sassari, dove alle 21 si esibirà al Teatro Politeama Verdi. Il giorno dopo, martedì 27, alle 20.30 sarà in scena al Teatro Massimo di Cagliari. Sono la quarta e la quinta tappa di un tour appena cominciato che attraverserà l’Italia per tutto il 2026, fino alla sera di San Silvestro
“Sotto i riflettori, Antonio Ornano mette in scena il dilemma di quanti, di fronte all’obbligo di essere o apparire comunque “felici” e colmi di gratitudine per tutto ciò che si è ricevuto in una sorta di perenne inno alla vita, in un’epoca in cui sembra che tutti possano o debbano essere «fautori della propria esistenza», in quanto «tutto dipende semplicemente da noi e dalla nostra predisposizione a connetterci con l’energia vibrazionale dell’universo», iniziano a provare qualche perplessità ma magari… nel timore di apparire “diversi”, contro corrente, o perfino inadeguati preferiscono tenere per sé i propri dubbi e le proprie inquietudini, per ostentare con disinvoltura un sorriso. “(In)grato” è un coinvolgente one-man-show in cui l’artista si diverte a scardinare i luoghi comuni ed infrangere il mito di una (parvenza di) felicità da ostentare come una maschera nelle occasioni mondane ed ancor più sui social media”.
Il monologo (In)grato)
“Nel monologo, Antonio Ornano suggerisce l’idea che «siamo talmente impegnati a cercare di diventare quello che il mondo vorrebbe che fossimo che abbiamo dimenticato quello che siamo», come se ci si potesse davvero accontentare di uniformarsi ad un modello esterno, invece di indagare e cercare di seguire le proprie inclinazioni ed i propri desideri, anche se non corrispondono alle aspettative altrui e potrebbero sembrare troppo semplici o fuori moda”.
“Ma forse quell’apparente gratitudine non è altro che un ingannevole gioco di specchi, in cui ciascuno riconosce nell’altro l’immagine di sé, o di quel che vorrebbe apparire: «e allora c’è chi, in mezzo a tutta questa patinata gratitudine, resta in bilico e magari decide di praticare una genuina ingratitudine, giusto per fare un bagno nella realtà, per guardare con ironia, leggerezza e misericordia la splendida fallibilità di tutti gli esseri umani, perché sbagliano anche i migliori, e quando capita ne siamo felici”.
“Maschio caucasico clamorosamente imperfetto”
“Antonio Ornano, artista poliedrico dalla spiccata vis comica, si definisce, non senza una punta di ironia, «un esemplare di maschio caucasico clamorosamente imperfetto», il che spiegherebbe perché i suoi spettacoli rappresentino «un inno all’incompiutezza emotiva e sentimentale, un’ode all’imperfezione che si propone di squarciare l’ipocrisia di una società che ci vorrebbe sempre infallibili e di successo». L’attore e comico spezzino prosegue il suo «viaggio costante alla ricerca delle fragilità umane per riscoprire il valore catartico della nostra sincerità: l’unica via è smetterla di essere altrove, obbligarsi a vivere in un tempo a cui non siamo più abituati, il presente, il tempo giusto per cancellare ogni alibi, per bearti dei sogni infranti e sguazzare nei tuoi fallimenti». E aggiunge: «Poi magari scopri che, nascosti da qualche parte, ci sono persino dei tuoi simili. E allora ti scappa da ridere, perché alle volte, i vincitori non sanno proprio cosa si perdono”.




