Uso del cellulare da parte di detenuti di Bancali, ci sono due patteggiamenti

Carcere Bancali Sassari cellulari

L’inchiesta sull’uso del cellulare per presunte minacce nel carcere di Bancali.

Le indagini sulle minacce dal carcere di Bancali hanno fatto luce su un’attività illecita condotta dall’interno della struttura penitenziaria attraverso l’uso del telefono cellulare Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni detenuti avrebbero utilizzato dispositivi introdotti illegalmente in carcere per contattare persone all’esterno e rivolgere presunte minacce finalizzate all’ottenimento di denaro.

L’inchiesta ha preso avvio nel 2024 e si è sviluppata grazie al coordinamento investigativo che avrebbe permesso di ricostruire i contatti telefonici e il contenuto delle comunicazioni. Sarebbero state rivolte pressioni a familiari di altri detenuti, con richieste di somme di denaro e velate allusioni a possibili ritorsioni.

L’utilizzo illecito del cellulare.

La ricostruzione dell’accusa ha evidenziato l’introduzione e l’uso sistematico di un telefono cellulare di piccole dimensioni all’interno delle celle. I dispositivi avrebbero consentito ai detenuti di avere contatti diretti con l’esterno, aggirando i controlli e sfruttando le comunicazioni per esercitare forme di intimidazione.

Le contestazioni e l’evoluzione dell’inchiesta.

Nel corso dell’indagine sarebbero emersi più episodi riconducibili allo stesso schema operativo. L’attività investigativa ha consentito di raccogliere elementi considerati sufficienti a sostenere le accuse davanti al GUP.

La definizione del procedimento.

Nel corso dell’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare, due imputati hanno scelto di definire la propria posizione con il patteggiamento. PEr una terza persona coinvolta nel procedimento, invece, è arrivato il proscioglimento.

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