Il santuario della Madonna del Carmelo a Sassari.
Per settimane l’attesa di un annuncio aveva alimentato la curiosità tra i fedeli della chiesa del Carmelo di Sassari. In molti avevano ipotizzato un possibile trasferimento del priore padre Salvatore Asta, ma la comunicazione riguardava in realtà un importante riconoscimento per la comunità religiosa. La Provincia italiana dei Carmelitani ha infatti ricevuto dal vicario generale dell’arcidiocesi di Sassari la notizia dell’elevazione della chiesa della Madonna del Carmelo al rango di santuario.
La celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Sassari.
Un riconoscimento che ha trovato il suo momento ufficiale domenica scorsa, 12 luglio, con la celebrazione presieduta dall’arcivescovo metropolita monsignor Francesco Antonio Soddu. Numerosi fedeli hanno partecipato alle funzioni che hanno aperto un nuovo capitolo per il luogo di culto sassarese. Un titolo particolarmente significativo a pochi giorni dal 16 luglio, giornata in cui la Chiesa celebra la Madonna del Carmelo, figura centrale nella spiritualità carmelitana. Il nuovo santuario rappresenta il risultato di un percorso portato avanti negli ultimi anni dalla comunità, caratterizzato dalla partecipazione dei fedeli e da una crescita della vita spirituale attorno alla chiesa.
Le parole del priore padre Salvatore Asta.
Padre Salvatore Asta ha raccontato il significato di questo cammino, sottolineando il valore della dimensione comunitaria: “Il nostro è un percorso di rinascita comunitaria fondato sulla centralità della Parola, dell’Eucaristia e dell’azione dello Spirito Santo, vissuto nell’amore e nella devozione a Maria. In questi anni è stata coltivata una profonda spiritualità mariana, accompagnata da un impegno costante nell’approfondimento della fede e nel coinvolgimento delle persone, con fondamenta solide, costruite sulla roccia. Pur attraversando difficoltà e momenti complessi, il cammino è stato portato avanti con spirito di squadra, cercando di rimanere fedeli alla chiamata, sull’esempio del profeta Geremia, anche nei tempi più impegnativi della ricostruzione comunitaria. Si è così sviluppata una realtà in cui nessuno comanda, ma tutti si riconoscono fratelli e sorelle, uniti nella corresponsabilità e nel servizio reciproco”.
I fedeli della chiesa della Madonna del Carmelo vivono con gioia questo momento.
Un percorso condiviso che trova conferma anche nelle parole dei fedeli che frequentano il santuario del Carmelo e che hanno vissuto da vicino le trasformazioni degli ultimi anni. Per loro il santuario rappresenta il punto di arrivo di un’esperienza fatta di incontri, preghiera e partecipazione. “Viviamo con passione questa comunità, che rappresenta per noi un cammino condiviso e sempre vivo. È un’esperienza che custodiamo con gioia e il momento di oggi, con la festa della Madonna, è quello che attendiamo durante tutto l’anno, vissuto con lo stesso spirito del Natale. Un tempo di incontro, di luce e di rinnovata fraternità. Durante l’anno non mancano occasioni, eventi e momenti di crescita che rafforzano il nostro legame e alimentano il senso di appartenenza. Anche ciò che nasce in modo inaspettato, come l’esperienza del santuario, diventa segno e opportunità di grazia, capace di sorprenderci e guidarci nel nostro percorso”, afferma Alfonsa.
La collaborazione tra il santuario e l’arcidiocesi di Sassari.
Nel cammino che ha portato all’elevazione della chiesa del Carmelo a santuario ha avuto un ruolo importante anche il rapporto costruito con l’arcidiocesi di Sassari. Una collaborazione che il rettore considera fondamentale per la crescita della realtà religiosa: “L’arcidiocesi è stata vissuta autenticamente come madre, in un clima di collaborazione sincera e di relazioni positive con i sacerdoti, tra cui monsignor Carta e monsignor Tamponi. Il confronto quotidiano e il cammino condiviso hanno reso concreta l’immagine di una Chiesa in cammino, aperta e viva. Il santuario non è mai stato concepito come opera di un singolo o di un gruppo ristretto, ma come espressione di un lavoro ecclesiale più ampio, capace di dare voce al desiderio del cuore di Dio. Rappresenta oggi un cuore pulsante di fede, un luogo in cui i fedeli possono incontrarsi, pregare e ritrovare unità”.
Un santuario che accoglie.
Tra coloro che hanno vissuto questo periodo c’è anche Alberto, originario di Lodè e trasferitosi a Sassari per motivi di studio: “È stato un mese di cammino intenso, segnato dalla collaborazione di tutti. Il 12 abbiamo vissuto una celebrazione particolarmente sentita, preparata e scelta con anticipo proprio per collegarla alla festa principale di oggi e dare continuità al percorso del mese di luglio. La quindicina, accompagnata dalla recita del Rosario, ha rappresentato un momento di raccoglimento e crescita spirituale. Poi l’accoglienza è stata straordinaria, segno concreto di una comunità viva, capace di condividere fede, entusiasmo e fraternità. Qui mi sento a casa”.
Un esperienza che segna la rinascita della chiesa della Madonna del Carmelo.
“Negli ultimi anni si è assistito a un incremento della bellezza e della comunione, in sintonia con l’invito del Santo Padre a rafforzare l’unità della Chiesa, da Papa Francesco a Papa Leone XIV. Questo cammino si presenta come un esperienza ricca di benedizioni, segno concreto di una rinascita che continua – prosegue il priore -. L’auspicio è che questa realtà possa consolidarsi sempre più come casa di preghiera, di ascolto e di adorazione eucaristica, nella quale la Chiesa possa procedere con sapienza e prudenza, edificando il Corpo mistico di Cristo in un’autentica comunione”.
La stima dei fedeli nei confronti del priore.
Tra i fedeli è diffusa la convinzione che il nuovo santuario sia anche il risultato dell’impegno quotidiano del priore, così come dimostrano i fatti. Padre Salvatore Asta, giovane sacerdote arrivato dalla Sicilia, negli anni ha lavorato alla crescita della comunità e alla valorizzazione della chiesa del Carmelo, accompagnando i fedeli fino al riconoscimento ufficiale. Molti fedeli hanno espresso apprezzamento per il suo operato, tra cui una religiosa arrivata dal Perù con una particolare devozione mariana e la professoressa Rosalba Martinez, che ha trovato nel sacerdote non soltanto una guida spirituale, ma anche un importante punto di riferimento umano e pastorale.
La devozione dei sassaresi alla Beata Vergine del Carmelo.
La devozione alla Madonna del Carmelo rappresenta da secoli un punto di riferimento per la città di Sassari. Nella chiesa del Carmelo, luogo di profonda spiritualità mariana, generazioni di fedeli hanno trovato uno spazio di preghiera, raccoglimento e incontro. Il culto della Vergine del Carmine si è rafforzato nel tempo grazie alla presenza dei carmelitani e alla partecipazione dei fedeli, fino al riconoscimento della chiesa come santuario diocesano, primo santuario carmelitano della Sardegna. Un traguardo che valorizza la storia religiosa del luogo e il legame tra la città e Maria.





