La vicenda degli incendi doloso in un cortile a Sassari.
Vladimiro Cabizza sarà sottoposto a una perizia psichiatrica dopo gli incendi di largo Budapest, a Sassari, per accertare la sua capacità di agire al momento dei fatti. Lo ha deciso il giudice Giuseppe Grotteria durante il processo al 55enne sassarese, accusato di aver dato fuoco a diverse auto nel suo condominio. La decisione, arrivata oggi martedì 12 maggio, accoglie la richiesta dei difensori, trovando il parere favorevole anche del pm Angelo Beccu.
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La vicenda.
L’incarico ufficiale sarà conferito alla psichiatra Rita Murineddu durante l’udienza fissata per il prossimo 19 maggio. La richiesta, accolta, è quella di alleggerire la pena dell’imputato che è coinvolto in una sequenza di eventi drammatici iniziata il 6 novembre 2025, quando il primo incendio distrusse due auto, minacciando da vicino le abitazioni e gettando i residenti in uno stato di costante ansia e preoccupazione.
Gli altri roghi.
Nelle settimane successive, il cortile condominiale è stato teatro di altri cinque episodi simili, che hanno colpito mezzi pesanti come una scala aerea e un camion gru, oltre a diverse auto. La svolta investigativa è arrivata il 12 dicembre scorso, data dell’ultimo rogo e del contestuale arresto dell’uomo, colto sul fatto mentre appiccava incendi.
A incastrare l’uomo sono state le riprese di una telecamera nascosta piazzata dagli stessi condomini, che hanno immortalato Cabizza mentre si aggirava nell’area con guanti neri e una tanica di benzina poco prima che un ciclomotore venisse avvolto dalle fiamme. Quelle immagini sono state considerate dai carabinieri la prova decisiva per procedere con l’arresto in flagranza, ponendo fine alla striscia di attentati incendiari.
