L’incidente in moto a causa di un cinghiale vicino a Sassari.
Mario Piroddu, titolare della palestra Piroddu Extreme di Sassari, ha affidato a un lungo messaggio sui social il racconto di un incidente stradale a causa di un cinghiale che avrebbe potuto costare la vita a lui e a sua moglie Barbara, in un tratto nei pressi di Sassari.
Nel post, Piroddu ricostruisce la vicenda, accaduta il 22 maggio: “Ci sono momenti nella vita che ti cambiano per sempre. Non è stata imprudenza, non è stata velocità“, ma un evento improvviso durante la percorrenza di un rettilineo: “Un cinghiale ci è piombato addosso all’improvviso“. Poi il vuoto: “Non ricordiamo nulla”.
Dopo lo scontro, il racconto si concentra sui momenti immediatamente successivi. “Ricordo però il risveglio sull’asfalto. Mia moglie distesa a terra“, scrive Piroddu, e nonostante “diverse costole fratturate, un polmone perforato e la sensazione di non riuscire più a respirare, ho trovato la forza di trascinarmi verso di lei per una sola ragione: sentire il suo respiro”.
Il soccorso e la riflessione dopo l’incidente per colpa di un cinghiale in prossimità di Sassari.
Nei minuti successivi, sul luogo dell’incidente arriva anche il figlio Simone Piroddu, 23 anni, atleta dell’Esercito Italiano e reduce da risultati importanti a livello internazionale nella lotta. Il giovane raggiunge il punto dell’impatto grazie alla localizzazione attivata automaticamente dal telefono del padre dopo lo schianto. Piroddu ricorda quel momento con parole molto forti: “Ho visto mio figlio che mi guardava dall’alto. Uno sguardo che nessun padre dovrebbe mai vedere“.
Poi il trasferimento in ospedale in elicottero. “I dolori fortissimi, la paura, i pensieri più brutti. In alcuni momenti ho davvero pensato che potesse finire tutto lì”.
L’invito alla prudenza.
Il racconto di Piroddu si chiude con un richiamo diretto alla sicurezza e un invito a fare attenzione: “La presenza incontrollata dei cinghiali sulle nostre strade sta creando situazioni estremamente pericolose. Noi siamo stati fortunati a poter raccontare questa esperienza, ma altri potrebbero non avere la stessa possibilità”.
