Legionella a Sassari: “In ospedale per la chemio, rischio infezioni con l’acqua”

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Una paziente denuncia i rischi in ospedale a Sassari per la legionella

Una donna racconta la situazione paradossale che sta vivendo in ospedale a Sassari dove ai suoi problemi si somma il rischio legionella. Affida ai social la sua denuncia, visto che si trova in ospedale per una situazione molto delicata e non dovrebbe correre rischi dove ci sono le cure. “Sono ricoverata presso l’ospedale Sassari in Ematologia per ciclo chemio prima del trapianto – denuncia -. Vorrei segnalare la situazione pietosa del reparto a cui è stato vietato l’uso acqua corrente per via della presenza della legionella. Io ieri ho avuto la febbre e per profilassi mi hanno somministrato antibiotico. Ora, è possibile che io venga qua per curare una patologia e rischio altre infezioni? Tutto questo è veramente assurdo, inaccettabile e vergognoso. Costretta a lavarmi con le bottiglie d’acqua fredda”. La paziente chiede l’intervento delle istituzioni e si rivolge alla politica, ma si tioene a difendere che in quelle condizioni ci deve lavorate. “Ci tengo a precisare la mancanza di responsabilità da parte del personale medico e sanitario che stanno facendo il possibile per alleggerire il disagio”.

La consigliera regionale Masala

“Se confermata nei termini descritti, è una situazione inaccettabile, tanto più in un reparto nel quale vengono assistiti pazienti particolarmente fragili e immunodepressi”. La consigliera regionale Fdi Francesca Masala interviene sul caso legionella. “Il problema della presenza di Legionella nella rete idrica delle strutture dell’Aou di Sassari era già emerso nelle scorse settimane – ricorda -. Per questo chiedo all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari di chiarire quando sia stata accertata la contaminazione nel reparto di Ematologia, quali interventi di bonifica siano stati effettuati, quali siano gli esiti degli ultimi campionamenti e soprattutto quali misure siano state adottate per garantire la massima sicurezza dei pazienti”.

“Chi entra in Ematologia per affrontare una chemioterapia e prepararsi a un trapianto deve poterlo fare nelle condizioni di massima sicurezza possibile. Non è accettabile aggiungere alla paura e alla fatica della malattia anche la preoccupazione per un rischio infettivo legato all’ambiente ospedaliero. Voglio però essere altrettanto chiara su un punto: questa denuncia non deve ricadere sul personale medico, infermieristico e sanitario, che, come riconosciuto dalla stessa paziente, sta facendo tutto il possibile per assistere i ricoverati e limitare i disagi. Le responsabilità, se ci sono, vanno cercate sul piano organizzativo e gestionale. L’Aou dia risposte immediate. E soprattutto intervenga con la massima urgenza”.

L'autore

Sono cresciuto tra Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Italia quando ancora si stava tutti per strada a vivere la città ed era bello salutarsi e raccontarsi per ore. Mi è sempre piaciuto scrivere, ma sono arrivato al giornalismo tardi. Non per questo mi dedico a raccontare Sassari con meno passione e voglia di dare un contributo vero.

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