Giro di vite contro i monopattini a Sassari.
A Sassari esplode la protesta contro il nuovo giro di vite sui monopattini elettrici. Per molti residenti si tratta di “misure inutili”, introdotte solo per fare cassa anziché risolvere il nodo del traffico urbano. Al centro del dibattito finisce la sicurezza stradale: secondo i contestatori, i veri numeri dell’emergenza incidenti continuano a riguardare auto e moto, lasciando i veri problemi della viabilità del tutto irrisolti in città.
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Protesta a favore dei monopattini a Sassari.
Le nuove regole sui monopattini elettrici continuano a far discutere. L’obbligo di targa e assicurazione viene presentato come una risposta alla sicurezza urbana, ma non tutti condividono questa scelta. In città aumenta infatti il numero di persone che considera il provvedimento eccessivo.Molti utenti parlano di una stretta burocratica che rischia di colpire soprattutto studenti e lavoratori. Per tanti cittadini il monopattino resta uno dei pochi mezzi economici e rapidi per muoversi nel traffico. Le critiche riguardano soprattutto l’efficacia delle nuove disposizioni. Secondo diversi residenti il problema principale sulle strade non sarebbe rappresentato dai monopattini, ma da moto e scooter lanciati ad alta velocità.
Il parere degli abitanti.
Tra le voci più critiche c’è quella di Gavino Piras, 43 anni, che ogni giorno attraversa il centro cittadino per lavoro.“ Mi sembra una misura ipocrita più per far vedere che al ministero fanno qualcosa e abbattendo però la mobilità elettrica . Gli annoiati o i vecchi se ragionassero saprebbero che nelle zone rurali girano anche con i calessi e i monopattini non sono niente a confronto quando in spiaggia vedi a cavallo persone correre con i bambini piccoli ”.
Piras contesta il modo in cui il tema viene affrontato nel dibattito pubblico. “Si punta il dito contro un mezzo piccolo e facile da colpire. Intanto continuano a sfrecciare scooter moto e macchine a velocità assurde senza che cambi nulla”. Secondo il 43enne lo scoop è quello di fare cassa con nuove spese burocratizzando senza risolvere i veri problemi della viabilità. “Tra targa, assicurazione e controlli si complica la vita a chi usa il monopattino per necessità. Alla fine si colpiscono lavoratori che fanno i salti mortali per mettersi da parte i soldi per arrivare alla fine del mese o magari iscriversi a scuola guida ”.
Cosa ne pensano i giovani.
Anche Andrea Carta, 16 anni, critica apertamente le nuove normative. Lo studente usa il monopattino ogni giorno per andare a scuola e incontrare gli amici. “C’è chi corre troppo o guida male, questo è vero. Però non si può far passare il monopattino come il principale problema delle strade”. Il ragazzo teme che le nuove regole allontanino molti giovani dalla mobilità elettrica.“Tra assicurazione e targa diventa tutto più costoso. Non tutti possono permetterselo per noi è un mezzo pratico. Costa poco e ci permette di muoverci senza chiedere sempre un passaggio”. Andrea però riconosce che alcuni utenti abbiano contribuito alle polemiche
Il dibattito resta aperto.
Il confronto continua anche sui social e tra i residenti. Da una parte chi sostiene la necessità di maggiori controlli. Dall’altra chi vede nelle nuove normative un provvedimento più politico che realmente utile.Negli ultimi anni il monopattino elettrico ha cambiato il modo di spostarsi nelle città. Riduce traffico, parcheggi e tempi di percorrenza.
Per molti cittadini rappresenta una soluzione moderna e sostenibile. Le nuove regole però rischiano di trasformare questo mezzo in un’altra fonte di costi e burocrazia. E mentre il dibattito sui monopattini continua a occupare il centro della scena, in tanti ricordano che gli incidenti più gravi sulle strade coinvolgono spesso altri veicoli ben più potenti e veloci e questa presa di decisione dimostra per l’ennesima volta che porta il paese anche per le cose più semplici ad una matassa burocratica
