Ozieri, carabinieri al centro della presunta trappola esplosiva col gas: Antonio Maria Pani è stato condannato a 15 anni per strage dopo il piano scoperto nell’aprile 2025. Secondo l’accusa, il 64enne avrebbe preparato un sistema con il gas nella sua abitazione e chiamato il 112 con una falsa segnalazione per far arrivare sul posto le forze dell’ordine. La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. Il gup del Tribunale di Sassari Gian Paolo Piana ha disposto la condanna a 15 anni di carcere per l’uomo, che secondo l’accertamento effettuato durante il procedimento era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. La Procura aveva chiesto una pena di 20 anni.
L’intervento del 19 aprile 2025
I fatti risalgono al 29 aprile 2025, quando i carabinieri della Compagnia di Ozieri sono intervenuti in una villetta in località Tramentu dopo una chiamata al 112. Pani aveva riferito di aver ucciso la moglie e di voler compiere un gesto estremo, ma gli investigatori hanno poi accertato che la donna era viva e si trovava in un’altra città. Secondo la ricostruzione della Procura, l’uomo avrebbe predisposto all’interno dell’abitazione un sistema per provocare una violenta esplosione. Nella casa i militari hanno trovato le valvole del gas aperte, bombole collegate all’impianto e un ambiente sigillato per limitare la dispersione del gas. Gli investigatori hanno inoltre trovato un meccanismo collegato a dispositivi elettrici che, secondo l’accusa, avrebbe potuto generare le scintille necessarie per innescare la miscela presente nell’abitazione. Per la Procura, il piano avrebbe potuto coinvolgere anche i carabinieri e gli altri soccorritori arrivati sul posto.
L’intervento e la strage sventata
L’intervento tempestivo dei militari dell’Arma, dei vigili del fuoco e degli altri operatori ha evitato conseguenze più gravi. Le squadre intervenute hanno isolato l’area e messo in sicurezza la villetta, mentre numerosi residenti hanno dovuto restare nelle proprie abitazioni per il rischio legato alla presenza del gas.
Dopo l’allarme è scattata la ricerca dell’uomo. I carabinieri della Compagnia di Ozieri e gli agenti del commissariato cittadino hanno rintracciato Pani nascosto in un ricovero per attrezzi all’interno della proprietà e lo hanno arrestato. Secondo gli investigatori, il 64enne aveva ancora con sé un telecomando che avrebbe potuto servire per attivare il sistema predisposto nella casa. Durante le successive perquisizioni gli investigatori hanno sequestrato anche alcuni scritti e altro materiale finito agli atti dell’inchiesta. Nei documenti, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero comparsi riferimenti contro carabinieri, polizia e magistratura.
La difesa, rappresentata dall’avvocata Antonella Chirigoni, ha già annunciato il ricorso in appello. La vicenda resta uno dei casi giudiziari più delicati degli ultimi anni a Ozieri, con l’intervento dei carabinieri che ha impedito che la situazione potesse trasformarsi in una tragedia.




