L’emozione di un piccolo in attesa del papà all’arrivo della Brigata Sassari
All’aeroporto di Alghero, ieri, tra i saluti e le emozioni per il rientro dei circa 70 militari della Brigata Sassari dalla missione in Libano, l’attenzione si è concentrata per qualche istante su un bambino di appena un anno e mezzo. Era lì per aspettare il padre, assente da 5 mesi per il servizio svolto nella missione internazionale. Accanto a lui c’erano la madre e la sorellina, mentre il piccolo attendeva con impazienza il momento dell’incontro. Indossava una maglietta chiara con una scritta semplice e significativa: “My dad – My hero“.
Prima ancora che il contingente facesse il suo ingresso nell’area dell’aeroporto, il bambino continuava a ripetere “papà“, quasi a cercare tra i militari quello che aspettava da mesi. Un’attesa lunga per un bambino così piccolo, scandita dalla presenza della madre e della sorellina e dalla consapevolezza che, dopo tanto tempo, il padre sarebbe finalmente tornato a casa.
Il momento dell’incontro è arrivato dopo il “rompete le righe”. Tra i militari rientrati, il piccolo ha finalmente riconosciuto il padre e gli è corso incontro. Il militare lo ha preso tra le braccia, stringendolo a sé e riempiendolo di baci. Un abbraccio durato pochi istanti, ma capace di raccontare i cinque mesi trascorsi lontano dalla famiglia. Tra uniformi, saluti e famiglie riunite, il ricongiungimento tra il militare e il figlio ha restituito in modo immediato il significato più personale di quel ritorno: dopo mesi lontano, finalmente il tempo della missione ha lasciato spazio a quello della famiglia e degli affetti.




