Pazienti gravi nei corridoi dell’ospedale di Sassari, la situazione

Pazienti gravi nei corridoi dell'ospedale di Sassari

Il problema del sovraffollamento nei corridoi dell’ospedale di Sassari.

Non è più possibile parlare soltanto di emergenza estiva. A ottobre, all’Aou di Sassari, restano infatti le criticità legate al sovraffollamento dei reparti e alla carenza di personale. A rilanciare l’allarme è la Cisl Fp Sassari, che segnala nuovamente la presenza di pazienti costretti a trascorrere giorni sulle barelle nei corridoi, in particolare nella Medicina Interna. La situazione, secondo il sindacato, non riguarderebbe però esclusivamente questa unità operativa. Anche altri reparti dell’ospedale sarebbero alle prese con organici ridotti, carichi assistenziali elevati e una pressione costante che rischia di ripercuotersi sia sulle condizioni di lavoro del personale sia sulla sicurezza delle cure.

Pazienti sulle barelle e reparti sotto pressione.

La fotografia fornita dalla Cisl Fp sulla Medicina Interna descrive una situazione particolarmente complessa. Attualmente risultano 28 pazienti ricoverati, ai quali si aggiungono 8 persone sistemate sulle barelle nei corridoi. Tra i pazienti presenti, 4 necessitano di ossigenoterapia ad alti flussi, mentre altri hanno bisogno della ventilazione non invasiva, la cosiddetta Niv. Viene inoltre segnalata la presenza di un paziente in isolamento.

A fronte di un quadro assistenziale di questa complessità, il personale indicato dal sindacato sarebbe composto da 3 infermieri nel turno del mattino, 3 nel pomeriggio e 2 durante la notte. A rendere ancora più critica la situazione ci sarebbe l’arrivo previsto di altri 2 pazienti in condizioni di salute particolarmente gravi, per i quali non viene esclusa una sistemazione provvisoria in corridoio. Per la Cisl Fp non si tratta quindi soltanto di una questione organizzativa, ma di una condizione che coinvolge direttamente la dignità dei pazienti e la sicurezza degli operatori sanitari.

I problemi sono ormai strutturali.

Il sindacato contesta anche la spiegazione secondo cui il sovraffollamento sarebbe stato legato principalmente ai mesi estivi. La permanenza delle criticità anche a ottobre, sostiene la Cisl Fp, dimostrerebbe che il problema ha caratteristiche strutturali e non può essere ricondotto esclusivamente alla stagione. La denuncia riguarda quindi un sistema che, secondo l’organizzazione sindacale, continua a fare affidamento su personale insufficiente e su soluzioni temporanee per fronteggiare una situazione ormai consolidata.

Sovraffollamento e sicurezza degli operatori.

L’elevata pressione sui reparti, evidenzia ancora la Cisl Fp, può avere conseguenze anche sulle condizioni di sicurezza del personale. In ambienti sovraffollati e caratterizzati da carichi di lavoro particolarmente pesanti, aumenta inoltre il rischio di episodi di aggressione, sia verbale sia fisica, nei confronti degli operatori. Il sindacato sottolinea che nessuna situazione può giustificare la violenza, ma allo stesso tempo richiama la necessità di intervenire anche sulle condizioni organizzative che possono contribuire ad alimentare tensioni e difficoltà. Personale adeguato, spazi sufficienti e percorsi assistenziali organizzati vengono indicati come elementi indispensabili per prevenire situazioni di rischio.

La richiesta: un piano straordinario di assunzioni

Uno dei punti centrali della denuncia riguarda la carenza di personale. Secondo le stime della Cisl Fp, per affrontare nell’immediato le maggiori criticità dell’Aou di Sassari sarebbero necessari almeno 40-50 infermieri, 25-30 Oss e 15 tecnici di radiologia. Numeri che, secondo il sindacato, consentirebbero di rafforzare i servizi essenziali, garantire la copertura dei turni e ridurre i carichi di lavoro. Il fabbisogno strutturale sarebbe però ancora maggiore. Per assicurare una maggiore stabilità organizzativa, consentire al personale di usufruire regolarmente di riposi e ferie e limitare il ricorso a straordinari e prestazioni aggiuntive, la Cisl Fp stima la necessità di 60-65 infermieri, 40-45 Oss e almeno 30-40 tecnici di radiologia. Per il sindacato, si tratta di una situazione che non può essere affrontata attraverso interventi occasionali o semplici soluzioni tampone.

La Cisl Fp Sassari chiede interventi immediati.

“La misura è colma – dichiarano Antonio Monni, segretario generale, e Gianmario Sardu, segretario territoriale della Cisl Fp Sassari – alla Direzione Aziendale e alla Regione Sardegna chiediamo di intervenire adesso, senza ulteriori rinvii: decisioni immediate a cominciare dal potenziamento urgente degli organici nei reparti maggiormente esposti, individuazione di spazi assistenziali idonei e misure straordinarie per superare la permanenza dei pazienti nei corridoi. Serve inoltre una verifica immediata delle condizioni di sicurezza e dei carichi assistenziali, insieme a un piano operativo per la gestione dei posti letto, le dimissioni protette e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio”.

“Non chiediamo l’ennesimo tavolo fine a sé stesso – proseguono i sindacalisti -. Pretendiamo provvedimenti concreti, tempi certi, risorse e responsabilità chiaramente individuate. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile. Chi governa e dirige la sanità ha il dovere di garantire condizioni dignitose e sicure per curare e lavorare. Curare nei corridoi non può diventare il modello organizzativo della sanità pubblica sassarese. La dignità dei pazienti e dei lavoratori non può più attendere”.

L'autore

Nato a Sassari e cresciuto a Sorso, giornalista pubblicista, mi occupo soprattutto di cronaca, attualità e politica. Mi piace raccontare quello che succede in provincia di Sassari e in Sardegna, approfondendo le notizie anche reportage e inchieste. Tra le mie passioni ci sono il fenomeno dei terremoti e il mondo dell’emergenza. Nel tempo libero sono anche un soccorritore del 118, esperienza che mi ha insegnato molto sul valore dell’aiuto agli altri.

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