Il mondo della sanità protesta a Sassari e Cagliari.
L’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto e della Dirigenza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari ha confermato questa mattina la mobilitazione e le due giornate di sciopero generale dell’8 e 9 ottobre. L’incontro, convocato dalle organizzazioni sindacali e dalla Rsu nell’Aula Magna “Barbieri” dell’Università di Sassari, ha definito il programma delle iniziative.
I dipendenti partiranno da Sassari verso Cagliari.
L’8 ottobre i dipendenti partiranno da Sassari alle 7 – 7:30 con i pullman messi a disposizione dai sindacati per raggiungere Cagliari intorno alle 10:30 – 11. Davanti al Palazzo del Consiglio regionale si terrà un’assemblea aperta di organizzazioni sindacali, Rsu e lavoratori. Verrà chiesto un incontro alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, già assessora alla Sanità ad interim, per rappresentare le ragioni della vertenza e ottenere “atti, decisioni e soluzioni” immediate, sia sul fronte del personale e dell’organizzazione assistenziale sia su quello economico-contrattuale. Il giorno successivo, venerdì 9 ottobre, la mobilitazione proseguirà a Sassari: alle 10 è prevista un’assemblea aperta davanti alla sede della Direzione Generale dell’Aou, in viale San Pietro. In quella sede si farà il punto sull’esito della manifestazione di Cagliari e si deciderà come proseguire la vertenza qualora non arrivino risposte concrete.
Problemi irrisolti da tempo.
Alla base della protesta ci sono la carenza strutturale di personale, il sovraffollamento dei reparti, l’uso di letti aggiuntivi e barelle, le lungaggini nel reclutamento e la progressiva uscita di professionisti dall’Azienda. Situazioni che, secondo i sindacati, incidono sulla qualità delle cure e sulle condizioni di lavoro, aumentando i rischi per pazienti e operatori. A queste criticità si aggiungono le questioni contrattuali irrisolte da anni: Dep 2024 e 2025, produttività, salario accessorio, riconoscimento delle ore aggiuntive e altri istituti economici. “Lo sciopero non nasce dalla volontà di interrompere i servizi, ma dalla necessità di impedire che il sistema continui a fermarsi giorno dopo giorno – si legge nella nota unitaria -. Ci fermiamo due giorni perché da troppo tempo sono ferme le risposte”. Il messaggio finale dell’assemblea è netto: “I problemi sono rimasti. La pazienza no”.





