La proposta riguarda Monte Forte, la Nurra e il lago di Baratz. Il termine per presentare le osservazioni è stato prorogato al 31 ottobre
Una nuova Zona di Protezione Speciale da 9.503 ettari potrebbe nascere interamente nel territorio comunale di Sassari, tra Monte Forte, la Nurra e il lago di Baratz. La proposta della Regione ha però suscitato la contrarietà di una parte del mondo agricolo e zootecnico, che nei giorni scorsi si è riunito nella borgata di La Corte per discutere le possibili conseguenze della nuova tutela.
La Regione definisce quella di “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz” una ZPS completamente nuova. Dei 9.503 ettari complessivi, circa 839,5 ettari sono già compresi nella Zona speciale di conservazione Lago di Baratz-Porto Ferro, mentre gli altri 8.663,5 ettari entrerebbero per la prima volta nella Rete Natura 2000.
Perché la Regione propone la nuova ZPS
Alla base della nuova perimetrazione ci sono soprattutto ragioni legate alla tutela dell’avifauna. La Regione indica l’area come territorio di alimentazione e dispersione per l’Aquila di Bonelli, il Grifone e il Capovaccaio, oltre che per numerose altre specie legate agli ambienti agricoli, steppici e alle zone umide.
La proposta nasce nell’ambito del progetto europeo LIFE Abilas, coordinato da Ispra con la partecipazione della Regione, di Forestas e del partner spagnolo Grefa. La delimitazione dell’area utilizza tracciamenti GPS degli esemplari di Aquila di Bonelli, dati raccolti sui Grifoni e osservazioni sul campo. Una parte del territorio coincide inoltre con l’IBA 175, considerata di particolare interesse per l’avifauna.
Il progetto è ancora in fase di consultazione e non rappresenta quindi una designazione definitiva. Al termine del confronto con territori e portatori di interesse, il procedimento dovrà proseguire con gli ulteriori passaggi previsti dalla Regione.
Le preoccupazioni di agricoltori e allevatori
Il Centro Studi Agricoli, che ha organizzato l’incontro a La Corte, riferisce che la posizione degli agricoltori presenti all’incontro è fortemente contraria da parte degli agricoltori e degli allevatori presenti. Le preoccupazioni riguardano soprattutto le possibili ricadute della nuova ZPS sulle attività agricole e zootecniche, sulle trasformazioni dei terreni, sulle infrastrutture aziendali e sugli investimenti futuri.
Il presidente Tore Piana e il vicepresidente Stefano Ruggiu precisano che il Centro Studi Agricoli non contesta l’obiettivo della tutela ambientale, ma chiede una revisione della perimetrazione e una valutazione più puntuale delle conseguenze per le aziende interessate. L’associazione propone di concentrare la protezione soprattutto nelle aree considerate di maggiore interesse naturalistico.
Su questo punto è importante evidenziare che il Centro Studi Agricoli esprime una valutazione collettiva delle aziende agricole coinvolte e che per sua natura non può rappresentare la specificità delle singole aziende – eventualmente anche non agricole – interessate e delle specifiche ricadute del progetto su esse.
Osservazioni prorogate al 31 ottobre
Il termine della consultazione ha subito diverse modifiche. La comunicazione regionale del 7 agosto indicava inizialmente il 15 settembre. La pagina tecnica del progetto SIRA riporta ancora il 30 settembre, ma il portale istituzionale SardegnaAmbiente segnala ora espressamente la proroga al 31 ottobre 2026 per la presentazione delle osservazioni sulle nuove ZPS della Rete Natura 2000.
Una volta conclusa la consultazione, il Servizio Tutela della Natura dovrà esaminare osservazioni, richieste di chiarimento e segnalazioni. La procedura prevede poi la formalizzazione della proposta, il passaggio in Giunta regionale e la successiva trasmissione agli organismi nazionali ed europei competenti.
Il Centro Studi Agricoli ha nel frattempo aperto uno sportello di assistenza per aziende e proprietari che intendono presentare osservazioni presso le sedi di via Porcheddu 1 e via Fermi 20 a Sassari, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.




