Lo sciopero della sanità a Sassari.
Grande partecipazione oggi, venerdì 29 maggio, alla manifestazione che coinvolge l’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. Medici, infermieri e personale sanitario hanno incrociato le braccia e sono scesi in strada per chiedere risposte concrete sulla carenza cronica di personale e sullo sblocco dei fondi contrattuali. Una mobilitazione unitaria, costruita nel corso dei mesi, che ha portato nel centro cittadino centinaia di lavoratrici e lavoratori.
La giornata è iniziata alle 9 con il concentramento in piazza Caduti del Lavoro. Un’ora dopo il corteo ha preso il via lungo via Amendola per poi raggiungere viale Italia. Un percorso scandito da tre tappe simboliche: davanti al pronto soccorso, all’ospedale civile Santissima Annunziata e infine sotto le finestre della direzione generale dell’Aou di Sassari. In ogni fermata hanno preso la parola i lavoratori e i rappresentanti sindacali, spiegando pubblicamente le ragioni della protesta. Le sigle sindacali hanno definito la manifestazione un “forte momento di mobilitazione collettiva a difesa della dignità del lavoro, della sanità pubblica e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”. Un messaggio chiaro, lanciato da chi ogni giorno opera nei reparti e chiede interventi immediati.
Manca il personale e i reparti sono allo stremo.
Al centro dello sciopero Aou Sassari c’è la situazione degli organici. I sindacati denunciano da tempo una carenza di personale che pesa sull’organizzazione sanitaria e aumenta il carico di lavoro nei reparti. Una condizione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, coinvolge direttamente la sicurezza dei pazienti e quella degli operatori. Le criticità più forti riguardano il Pronto soccorso, indicato come uno dei punti più delicati dell’intera rete ospedaliera.
Qui il sovraccarico si somma ai turni continui e alla necessità di coprire i servizi con prestazioni aggiuntive e pronta disponibilità. Un quadro che i lavoratori definiscono sempre più difficile da sostenere.Alla protesta si uniscono anche le preoccupazioni per il sovraffollamento di alcuni reparti e per i tanti nodi rimasti aperti. L’obiettivo dichiarato resta quello di difendere la qualità del servizio sanitario pubblico nel territorio del nord ovest della Sardegna e garantire condizioni di lavoro adeguate.
La piattaforma della protesta e le richieste.
La piattaforma della protesta tocca anche il fronte economico e contrattuale. I dipendenti chiedono il pagamento del premio di risultato relativo agli anni 2023 e 2024 e lo sblocco delle procedure previste per il 2025.Tra i punti principali rientrano inoltre lo sblocco dei fondi contrattuali, del Dep per il 2024 e il 2025 e delle risorse legate alla produttività del 2024. Secondo quanto riferiscono i sindacati, al momento non emergono rilievi formali chiari che consentano di comprendere gli ostacoli alla certificazione degli accordi già sottoscritti.
La mobilitazione di oggi rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato mesi fa. Un confronto nato all’interno dei reparti e cresciuto nel tempo fino alla manifestazione di questo venerdì. A Sassari la partecipazione è stata ampia e visibile. Il messaggio arrivato dalla piazza è netto: servono risposte rapide su personale, risorse e organizzazione sanitaria.
