Dopo gli incendi Alghero ha paura, l’ombra della camorra

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L’ombra della camorra dopo gli incendi avvenuti ad Alghero.

I carabinieri della Compagnia di Alghero stanno proseguendo senza sosta le indagini sul grave incendio che, nelle prime ore di ieri, ha devastato circa 80 auto nei parcheggi dell’aeroporto Fertilia. I militari stanno analizzando ogni elemento utile per ricostruire le cause del rogo e verificare eventuali responsabilità, in un contesto di episodi sospetti che si stanno ripetendo nella zona e dove spunta l’ombra della camorra ad Alghero.

Dopo l’incendio si riaffaccia il fenomeno della camorra ad Alghero.

L’allarme era scattato intorno alle 5 di mattina, quando la sala operativa dei vigili del fuoco di Sassari aveva ricevuto la segnalazione di un incendio riguardante un’auto nel parcheggio adiacente allo scalo algherese. Al sopralluogo della squadra del Distaccamento di Alghero, il quadro appariva già di notevole complessità a causa dell’elevato numero di veicoli coinvolti. Per questo sono state inviate in rinforzo due squadre dalla sede centrale di Sassari, la squadra del Distaccamento di Porto Torres e il Funzionario di guardia. Gli operatori del 115 hanno operato per ore al fine di domare le fiamme e impedire un’ulteriore propagazione. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Alghero e gli agenti della Polizia di frontiera aerea, che hanno agevolato l’ingresso dei mezzi di soccorso all’interno dell’aeroporto per consentire un rapido rifornimento d’acqua.

E’ il secondo incendio in pochi mesi nei parcheggi dell’aeroporto di Alghero.

Si tratta del secondo incendio di rilevanti dimensioni che colpisce i parcheggi dell’aeroporto nel giro di pochi mesi. Nella notte tra il 13 e il 14 marzo scorso, infatti, un altro rogo aveva danneggiato 14 auto parcheggiate nella stessa area. Anche in quell’occasione l’allarme era stato lanciato intorno alle 4 del mattino e aveva richiesto un intervento urgente dei soccorsi per contenere le fiamme. Le indagini su quel precedente episodio restano ancora aperte e, fino a questo momento, non sono stati individuati autori, anche per la mancanza di telecamere di sorveglianza nella zona di origine del fuoco.

Nei giorni scorsi l’incendio di un furgone e alcune auto.

I carabinieri stanno valutando con attenzione l’ipotesi di un possibile collegamento tra i vari episodi. A questo proposito, viene ricordato un altro incendio verificatosi nella notte tra il 25 e il 26 maggio, quando un rogo di natura dolosa aveva completamente distrutto il furgone della società Lime riconducibile agli imprenditori algheresi Marco e Claudio Cassitta, titolari anche dell’attività Agua de Mar sul lungomare Dante. Le fiamme avevano interessato anche altri veicoli parcheggiati nella zona antistante il campo Don Bosco, all’ingresso della città. Tra i mezzi danneggiati figuravano il furgone di un idraulico e alcune auto di residenti.

Gli interessi della camorra nel territorio di Alghero.

In un quadro più ampio, gli inquirenti stanno monitorando da tempo la presenza di interessi economici esterni come la camorra nel tessuto imprenditoriale di Alghero, soprattutto nei settori turistico e immobiliare. Secondo ricostruzioni investigative, sarebbero state registrate acquisizioni di attività commerciali e operazioni ritenute anomale per le modalità e i valori di investimento. Un elemento frequentemente citato nelle analisi riguarda la vicinanza del carcere di Bancali, a Sassari, che ospita numerosi detenuti sottoposti al regime del 41-bis, inclusi esponenti collegati a clan camorristici campani. Tale presenza avrebbe favorito, nel corso degli anni, lo spostamento verso il nord della Sardegna di familiari e soggetti legati a quegli ambienti, con possibili conseguenze sui flussi economici del territorio sassarese. Alghero viene indicata in diversi rapporti come area di interesse per investimenti nel comparto turistico-ricettivo, con particolare riferimento a stabilimenti balneari e strutture ricettive.

Le indagini dei carabinieri vanno avanti senza sosta.

I carabinieri proseguono le attività investigative su tutti i fronti, senza tralasciare alcuna pista. Gli accertamenti tecnici, le audizioni e l’analisi delle eventuali immagini disponibili rappresentano al momento gli strumenti principali per fare chiarezza. Al momento non sono emerse responsabilità certe in relazione all’incendio dell’aeroporto né agli altri eventi recenti, ma non è escluso che possano esserci degli sviluppi già nelle prossime ore.

Sindaco e opposizione parlano di eventi scollegati.

“Tutti gli episodi che si sono susseguiti nel recente passato sembrano essere episodi singoli, slegati uno dall’altro, che riguardano persone diverse e contesti diversi, e un quadro di questo tipo rende ancora più complesse le indagini. Esprimo piena fiducia nell’Arma dei Carabinieri, che sta conducendo le indagini e ha già avviato tutte le attività di polizia giudiziaria, certo che ancora una volta farà tutto il possibile per assicurare alla giustizia i responsabili di questo grave episodio”, aveva dichiarato ieri il sindaco Raimondo Cacciotto parlando di eventi scollegati. Gli elementi, però, indicano altro.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alessandro Cocco, consigliere di Fratelli d’Italia, che ha affermato: “Per quello che risulta dalle comunicazioni istituzionali con la Prefettura, gli episodi non sarebbero collegati tra loro. Naturalmente questo non significa abbassare la guardia: è evidente che una sequenza così ravvicinata di incendi e atti intimidatori, negli ultimi due anni contando 16 episodi, con oltre 100 macchine interessate, crea preoccupazione e può alimentare anche fenomeni di emulazione. Proprio per questo eviterei congetture senza riscontri e attenderei il lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura. Quello che vogliamo, però, è di non doverci rassegnare a commentare ogni volta un nuovo episodio limitandoci alla solidarietà alle vittime. Vorremmo finalmente poter leggere presto dell’individuazione dei responsabili”.

Lo scontro sulla sicurezza.

Lo scontro tra sindaco e opposizione si è invece acceso sulla sicurezza. “Già nei mesi scorsi avevamo formalmente richiesto al Governo nazionale un rafforzamento della presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio con un incremento degli organici e delle dotazioni necessarie anche per lo svolgimento di indagini complesse come queste. Rivolgo un appello a tutte le forze politiche, in particolare a quelle che hanno responsabilità di governo, affinché sostengano con forza la necessità di un intervento deciso e concreto da parte dello Stato e, allo stesso tempo, agiscano con la necessaria cautela e senso di responsabilità nell’alimentare un dibattito pubblico basato su suggestioni e informazioni sommarie“, aveva affermato il sindaco.

Il botta e risposta è proseguito con la replica dell’ex assessore Alessandro Cocco, che ha ribattuto: “Il sindaco non può liquidare tutto provando a fare polemica col Governo. In questi anni il Governo Meloni ha previsto oltre 35mila assunzioni nelle Forze dell’Ordine nel triennio 2022-2025, con ulteriori assunzioni programmate, e ha assegnato alla Sardegna oltre 200 nuove unità tra polizia di Stato e Polizia Penitenziaria. Serve ancora più personale, certamente, ma va riconosciuto lo sforzo enorme che si sta facendo dopo anni di tagli, spending review e presidi chiusi da parte dei governi di sinistra. Sul piano locale, invece, quando abbiamo provato a parlare seriamente dei rischi legati alla presenza di detenuti di alta sicurezza, la sinistra algherese era impegnata nella propaganda della presidente Todde sul 41 bis“.

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