La Commissione d’inchiesta fa tappa a Sassari sul lavoro.
Le vittime nel mondo del lavoro è uno dei temi più discussi nel panorama politico nazionale. Nella mattinata di oggi la sede della Prefettura in piazza d’Italia, a Sassari, ha ospitato una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, composta dai senatori Tino Magni (presidente), Susanna Lina Camusso (vicepresidente), e da Luigi Spagnolli e Giovanni Satta.
I quattro esponenti parlamentari erano presenti in provincia di Sassari per svolgere una serie di audizioni sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro. Durante l’incontro con la stampa, il presidente Magni ha illustrato i temi che sono stati affrontati dalla delegazione con le parti istituzionali regionali. Mentre la giornata di domani sarà dedicata alla visita di alcune aziende e del porto di Olbia.
Le dichiarazioni.
“ Di seguito alcuni passaggi dell’intervento del presidente Tino Magni. “La ragione perché la commissione di inchiesta è venuta a Sassari – sottolinea – è per constatare la sicurezza sui luoghi di lavoro, come del resto abbiamo fatto in altre regioni della penisola. Purtroppo la situazione è molto seria, registriamo una media nazionale di tre morti al giorno, diversi infortuni, malattie professionali, vogliamo capire come nei territori queste problemi vengono affrontati. Le criticità sono tante che vanno dal non rispetto delle norme di sicurezza alla dimensione di impresa, una cosa importante che vogliamo sottolineare è che abbiamo trovato un territorio che in qualche modo ci ha anche prevenuti, perché un anno fa nel 2025, in sostanza, le parti sociali e le parti datoriali ed istituzionali hanno firmato un protocollo in cui al centro c’era la sicurezza nel mondo del lavoro”.
La Sardegna con le altre realtà del Paese.
“ Le cose che sono emerse – conclude Magni – sono dal punto di vista della realtà, sono ne più ne meno di quello che abbiamo riscontrato nella alte realtà nazionali. Le malattie professionali ci sono, gli infortuni anche, però analizzando i dati rilevati siamo nella media nazionale, ovviamente non è un fatto positivo ma bensì negativo come in altre parti del paese. Si deve fare di più e meglio per migliorare queste situazioni, soprattutto nel settore edile dove gli infortuni sono più alti che in altri settori. Altro elemento importante c’è la disponibilità a continuare il confronto a confrontarsi con proposte concrete, si deve tenere alta l’attenzione e da un altro punto di vista sviluppare continuamente il dato fondamentale della formazione come primo elemento, e nello stesso tempo si riscontra la volontà delle aziende che chiedono di incrementare la formazione e di essere aiutate da punto di vista della conoscenza. Avere inoltre un personale di supporto che sia in grado di incentivare ed aiutare dal punto di vista tecnico le imprese”.
La vicepresidente Camusso.
“ Purtroppo da troppi anni continuiamo ad avere una media di tre decessi al giorno nei vari luoghi di lavoro – commenta – non si riesce a migliorare e cercare di eliminare queste disgrazie. Ci sono due grandi criticità nel mondo del lavoro: il sistema degli appalti e dei subappalti, che rendono non comprensibile il ciclo produttivo e metteno il lavoratore nelle condizioni di non sapere in quale contesto stanno lavorando, da qui nasce la nostra insistenza sulla formazione. Altro filone che individuiamo e come la tecnologa può aiutare nella prevenzione di come sono fatti i dispositivi e dei sistemi di blocco automatico in caso ci siano dei problemi, un lavoro che noi facciamo insieme al Politecnico di Milano indirizzato verso queste problematiche, però affinché questo si realizzi c’è bisogno di governance che si impegnino anche loro nei loro territori a ragionare ed intervenire”.




