Gli ambientalisti del Grig contro uno stabilimento in spiaggia a Fiume Santo
Gli ambientalisti del Grig si oppongono alla nascita di uno stabilimento balenare sul litorale di Fiume Santo. “Dune, spiaggia, fauna selvatica e zone umide devono esser salvaguardati – denunciano -. Lo stabilimento balneare si può fare da un’altra parte”. iIl progetto è della Mit Engineering & Consulting di Porto Torres. Ha già ottenuto la concessione demaniale marittima dall’Autorità portuale e ora sta portando avanti le care per la realizzazione della struttura a terra.
“La finalità preminente del progetto – si legge nelle carte – è la creazione di un punto servizi su un tratto di litorale che per una lunga estensione risulta sprovvisto di dotazioni essenziali, garantendo al contempo la piena accessibilità, la sicurezza (mediante postazioni di primo soccorso e assistenza bagnanti) e la sostenibilità ambientale delle strutture”. Ma, secondo gli ambientalisti, si andrebbe a intaccare un sistema delicato di dune in una zona che ha già subito pesanti interventi industriali.
Le specie da proteggere
“Nell’area – spiegano dal Grig – sono presenti gli habitat di importanza comunitaria 1210 “Vegetazione annua delle linee di deposito marine”, 2110 “Dune embrionali mobili”, 2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche)”, riconducibili alla categoria degli Habitat costieri e vegetazioni alofitiche. Inoltre, è stata rilevata la presenza delle seguenti specie avifaunistiche di importanza comunitaria: Falco Pecchiaiolo (Pernis apivorus), Nibbio bruno (Milvus migrans), Falco di palude (Circus aeruginosus), Albanella reale (Circus cyaneus), Albanella minore (Circus pygargus), Falco pescatore (Pandion haliaetus), Falco pellegrino (Falco peregrinus), Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), Gabbiano roseo (Larus genei), Beccapesci (Sterna sandvicensis), Fraticello (Sternula albifrons), Sterna comune (Sterna hirundo)”.
“Ed è lì che una società di Porto Torres, beneficiaria di una concessione demaniale “balneare” rilasciata senza alcuna nota procedura selettiva (necessaria per la c.d. direttiva Bolkestein), vuol realizzare uno stabilimento balneare. Non esiste via d’accesso, se non attraverso il sistema dunale – denunciano -. Dovrebbero esser realizzati depositi interrati per i reflui a pochi passi dal mare. Non si conosce l’esistenza di eventuali parcheggi auto disponibili. Il litorale, tutelato da vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e da vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.; piano paesaggistico regionale – P.P.R.), rientra nella Rete Natura 2000″.
La richiesta di rifiuto
“Per tali motivi è stata avviata la procedura di Valutazione d’incidenza ambientale (V.Inc.A.) del progetto “installazione di un centro balneare nella spiaggia di Fiume Santo, in comune di Stintino”, anche se, in realtà, rientrerebbe nel territorio comunale di Sassari. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, quindi, inoltrato (7 ottobre 2026) uno specifico atto d’intervento nel procedimento con la richiesta di emanazione di parere negativo per i pesanti impatti sugli habitat protetti e di annullamento in via di autotutela della concessione demaniale “balneare” qualora sia stata emanata in assenza di preventiva procedura selettiva”.
[foto: l’area oggetto di intervento indicata nella pratica per la Valutazine ambientale]





