Tagli Ryanair nel nord Sardegna, l’associazione: “Ad Alghero cala la capacità dei voli”

Ryanair

La polemica sui tagli di Ryanair in Sardegna.

Le polemiche sui tagli di Ryanair negli scali di Alghero e Olbia non si sono sgonfiate. Anche l’associazione Io Amo Sassari ha espresso preoccupazione, intervenendo nel dibattito sulla strategia dei trasporti aerei della Regione Sardegna. Pur condividendo l’impostazione dell’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu sulla necessità di concentrare le risorse pubbliche nei mesi di minor traffico e destagionalizzare i flussi, il movimento civico evidenzia come la crescita dei voli sul capoluogo Cagliari non riesca in alcun modo a compensare il ridimensionamento delle frequenze e dei collegamenti che colpisce il Nord dell’isola.

Secondo l’associazione, per superare le polemiche tra l’amministrazione regionale e la compagnia low cost occorre una programmazione tempestiva con garanzie scritte, l’istituzione immediata di un tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti e la pubblicazione periodica di dati trasparenti sui flussi passeggeri per verificare la reale efficacia dei contributi pubblici.

Manuel Alivesi (Io Amo Sassari): ”Condividiamo la linea dell’assessore Cuccureddu sulla destagionalizzazione, ma Cagliari che cresce non compensa Alghero e Olbia che perdono. Servono tempi giusti, numeri pubblici e impegni scritti”. I tagli invernali annunciati da Ryanair il 21 ottobre, pari al 15% della capacità ad Alghero e al 50% a Olbia con la perdita di una rotta, hanno aperto lo scontro con la Regione. La compagnia li attribuisce alla mancata abolizione dell’addizionale municipale per tutto l’anno. La Regione risponde parlando di una rimodulazione dell’operativo e non di un disimpegno: ad Alghero restano tutte le rotte, a Olbia ne salta una, mentre Cagliari cresce.

“Come associazione sassarese vogliamo commentare questa risposta, e in particolare la linea dell’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, che ha sostenuto la necessità di concentrare l’intervento sui periodi di minore traffico. Va detto che le repliche pubbliche di queste ore sono arrivate dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca e dal gruppo consiliare Orizzonte Comune, di cui Cuccureddu fa parte. Il ragionamento è condivisibile: non ha senso usare denaro pubblico per incentivare voli nei mesi in cui la domanda è già alta, e la vera sfida per il Nord Sardegna è l’inverno”, dichiara Alivesi.

La misura approvata a metà dell’anno, 18,2 milioni di euro nel triennio per azzerare l’addizionale da novembre a marzo a Cagliari, Olbia e Alghero, con l’estensione ad aprile e maggio per lo scalo algherese, va in questa direzione ed è aperta a tutte le compagnie, non solo a Ryanair.

Dove la risposta della Regione non convince.

“Cagliari cresce, il Nord no. Aver sottolineato che a Cagliari ci saranno più voli rispetto all’inverno 2025 è un dato positivo, ma non risponde al problema. Una strategia regionale deve servire tutti i territori, e il Nord Sardegna è proprio l’area che soffre di più la stagionalità. Un aumento nel capoluogo non compensa i collegamenti persi a Olbia e la minore capacità di Alghero”, ha aggiunto.

Secondo l’associazione la rimodulazione dei voli non cancella il taglio. ”Che ad Alghero restino tutte le rotte è una buona notizia, ma una capacità inferiore del 15% significa meno posti e, in genere, meno scelta di orari e tariffe. Ad Olbia, un taglio del 50% con una rotta soppressa non è un dettaglio. Per chi vive e lavora nel Nord dell’isola conta il servizio effettivo, non la lettura contabile. La Regione ricorda che le risorse erano state stanziate oltre due mesi fa. Ryanair sostiene invece che la misura sia arrivata troppo tardi per l’operativo invernale. Le due cose possono essere vere insieme. Una misura approvata a metà dell’anno e operativa dal primo novembre arriva quando le compagnie hanno già chiuso la programmazione. Se vogliamo incidere sull’inverno 2027-2028, la decisione e la sua conferma vanno comunicate con largo anticipo”, aggiunge l’associazione.

”Concordiamo con chi sostiene che le politiche regionali non possano essere dettate dalle strategie commerciali di un vettore. Allo stesso modo, non possiamo liquidare le proposte di Ryanair: due milioni di passeggeri in più, quattro aeromobili aggiuntivi, una nuova base nel Nord Sardegna e oltre 900 posti di lavoro in cinque anni, a condizione dell’abolizione annuale. Sono dichiarazioni della compagnia, da verificare. Anche il richiamo alla Sicilia, dove l’abolizione negli scali minori è stata seguita dall’apertura di una base a Trapani-Marsala, va letto con attenzione, perché lì la scelta ha riguardato aeroporti molto più piccoli”, dichiara Alivesi.

Le proposte.

”Chiediamo alla Regione, agli assessorati al Turismo ed ai Trasporti, di convocare subito un tavolo con Ryanair, le società di gestione aeroportuale, la Città Metropolitana di Sassari, i Comuni e le rappresentanze economiche. Chiediamo inoltre che la sperimentazione triennale diventi un banco di prova trasparente, con indicatori pubblicati a ogni stagione: frequenze, rotte e passeggeri invernali per ciascuno scalo, con particolare attenzione al Nord. Se i risultati saranno positivi, l’estensione dell’esenzione dovrà essere valutata senza pregiudizi. Alla compagnia chiediamo di mettere per iscritto, con tempi e condizioni, gli impegni su base, aerei e occupazione”, conclude Io amo Sassari.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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