Due casi di violenza sulle donne in pochi giorni in provincia di Sassari.
La violenza contro le donne è in crescita anche in Sardegna, anche nella provincia di Sassari. Dopo l’escalation di femminicidi avvenuti nelle ultime ore in Italia (sono sette casi in quattro giorni ndr), anche nel nord dell’Isola arrivano alle cronache fatti di ex partner che, non accettando la fine della relazione, tormentano le vittime con atti di stalking e minacce. Nelle ultime ore nel Cagliaritano è morta Michela Rubiu, la donna aggredita a colpi di fucile da suo marito, che ha ucciso anche suo fratello. Un fenomeno, quello del femminicidio, che nell’Isola non stenta a decrescere.
Due uomini arrestati.
Se negli ultimi due anni in provincia di Sassari non si sono verificati femminicidi, sono tanti i casi di stalking, violenza sessuale e domestica che arrivano alle forze dell’ordine. Negli ultimi giorni un caso a Ittiri e uno a Sennori hanno fatto scattare provvedimenti per tutelare le vittime del reato. Un uomo è stato arrestato in flagranza differita a Ittiri dai carabinieri, su disposizione della Procura di Sassari, per atti persecutori e minacce di morte nei confronti dell’ex compagna. Durante la relazione di 14 mesi, l’uomo ha attuato un controllo ossessivo sulla vittima installando app spia sul suo cellulare con un localizzatore GPS nella sua auto. Alla vittima sarebbero stati sottratti documenti e chiavi. Il grave stato d’ansia generato nella donna ha portato all’intervento dei militari e al successivo trasferimento dell’indagato nel carcere di Bancali in attesa della convalida.
A Sennori, un uomo di 49 anni in stato di alterazione ha cercato di forzare l’ingresso dell’abitazione dell’ex compagna, situata nello stesso stabile, smontando la cornice della porta con un trapano. All’arrivo dei Carabinieri, allertati dalla donna, l’uomo li ha minacciati ancora con l’utensile in mano ed è stato bloccato e condotto nel carcere di Bancali. Durante l’udienza di convalida per violazione di domicilio, porto d’armi, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, la giudice ha convalidato l’arresto imponendo il divieto di avvicinamento alla persona offesa a una distanza minima di mille metri con applicazione del braccialetto elettronico.




