La mostra “Caravaggeschi” a Sassari.
Chiude i battenti sabato 12 settembre nei saloni della Sala Duce a Palazzo Ducale la mostra di pittura collettiva dal titolo “Caravaggeschi” organizzata da GREA (gruppo di ricerca ed esperienze artistiche) in collaborazione con l’associazione di volontariato l’Auser Ets Sassari e con il contributo del Comune di Sassari. La mostra è stata inaugurata lo scorso sette settembre, sono intervenuti la presidente dell’Auser Ets, Grazia Manca, Salvatore Salis, Giampaolo Pinna e Salvatore Olla. L’ingresso alla mostra è gratuito.
QUINDICI I PITTORI ESPOSITORI
Diversi i quadri che si possono ammirare in Sala Duce, esposti da alcuni dei pittori più noti nel vasto panorama della pittura non solo isolana ma anche della penisola. I quadri portano la firma di: Dolores Angius – Luciana Capobianco – Maria Luisa Casiraghi -Stefano Casu – Vittoria Cherchi – Maria Letizia Fiori – Dino Gagliardi – Stefano Galeano – Paola Garzetti – Giuseppina Mela – Antonella Nuvoli – Gesuino Onida – Simonetta Pardini – Giampaolo Pinna – Emilia Porcu.
NON SOLO VOLONTARIATO
Il mondo del volontariato è in continua evoluzione, infatti le associazioni di questo importante settore hanno allargato il loro raggio d’azione, oltre i molteplici servii che offrono ai tanti meno fortunati, tra questi accompagnare con mezzi altamente specializzati anziani e persone con disabilità per viste mediche, ritiro farmaci o semplicemente per fare loro compagnia affinché non si sentano soli. L’Auser Ets Sassari associazione di volontariato che ha sede al Centro Storico da diversi anni ha deciso di espandere il proprio raggio di azione anche in attività inerenti, teatro, mostre di fotografia, pittura e tanto altro. Oltre ai classici corsi di diverse attività che si svolgono all’interno dei locali dell’Auser, l’associazione organizza tanti eventi che vanno oltre le mure della sede. Tutte iniziative caratterizzate da un solo obiettivo, la valorizzazione della cultura, della storia e delle tradizioni di Sassari. Per il mondo del volontariato l’assistenza per i più deboli rimane al centro della propria identità, ma gli orizzonti sono ancora tanti e tutti da esplorare.




