Tentato omicidio a Pattada, gli indagati fanno scena muta

Pattada

Le interrogatorio dopo il tentato omicidio a Pattada.

Hanno scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari i quattro indagati raggiunti nei giorni scorsi dalle misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sul tentato omicidio di un allevatore, ferito in un agguato nelle campagne di Monte Lerno lo scorso 21 dicembre. Durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere F. A., 35 anni, M. C., 23 anni, F. B., 61 anni, e A. B., 33 anni. Le misure cautelari erano state eseguite martedì dai carabinieri su disposizione dell’autorità giudiziaria, a quasi 7 mesi dal grave episodio.

L’indagine avrebbe consentito di delineare un presunto piano organizzato nei dettagli con l’obiettivo di attirare la vittima in una trappola e portare a termine l’agguato. Gli inquirenti ritengono che il ferimento del 55enne non sia stato un episodio improvvisato, ma il risultato di un progetto condiviso tra più persone.

In carcere sono stati trasferiti F. A. e M. C.. Nei loro confronti la Procura contesta l’ipotesi di concorso nel tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, in relazione al ruolo che avrebbero avuto nell’organizzazione dell’agguato insieme a S. B., 27 anni, già arrestato due giorni dopo il ferimento di Regaglia e attualmente detenuto nel carcere di Oristano.

La vicenda giudiziaria nasce dall’aggressione avvenuta nelle campagne di Monte Lerno, dove l’allevatore era stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco. L’episodio aveva fatto scattare una complessa attività investigativa, con gli inquirenti impegnati per mesi nella raccolta di elementi utili a ricostruire la dinamica e individuare i presunti responsabili.

Ai domiciliari sono invece finiti F. B. e A. B.. Nei loro confronti l’accusa è diversa: secondo la Procura avrebbero fornito un aiuto successivo agli autori dell’agguato, contribuendo a eliminare elementi utili alle indagini e a rendere più difficile la ricostruzione dei fatti.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura, prosegue per chiarire ogni dettaglio della vicenda e definire con precisione ruoli e responsabilità delle persone coinvolte. Gli indagati, attraverso la scelta del silenzio durante l’interrogatorio di garanzia, si sono riservati eventuali future dichiarazioni nelle successive fasi del procedimento.

L'autore

Collaboro con Sassari Oggi da tanti anni, dove mi occupo principalmente di cronaca locale. Amo la nostra Sardegna e in particolare la natura, dove cerco di rifugiarmi appena posso.

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